Rosania lancia un patto per la legalità.
24.09.2026

L'inchiesta della Procura della Repubblica ridà una drammatica attualità alla "questione morale" e spinge Gerardo Rosania a lanciare una proposta concreta: un "patto per la legalità" sottoscritto pubblicamente da tutte le forze politiche.
Secondo Rosania, la vasta e pluriennale indagine della Procura di Salerno — i cui dettagli stanno emergendo in queste settimane — restituisce, se confermata, un'immagine devastante della città di Eboli. Un quadro fatto di usura, truffe, spaccio di droga, ricostituzione di clan camorristici e contatti pericolosi con la Pubblica Amministrazione e la politica.
Rosania sottolinea come per anni partiti, forze sociali e osservatori si siano adagiati nella comoda convinzione che, dopo la disarticolazione del clan dominante nei primi anni '90, la camorra ad Eboli fosse un capitolo chiuso. Un'idea di apparente tranquillità smentita tuttavia dai fatti degli ultimi quattro o cinque anni:
• Fatti di sangue e violenza: almeno due omicidi legati allo spaccio, inseguimenti con sparatorie, accoltellamenti e risse feroci;
• Attacchi alla città: un attentato a un locale centrale, incendi d'auto e magazzini derubricati troppo facilmente a corti circuiti;
• Controllo del territorio: la trasformazione della città in una grande piazza di spaccio e gli interessi criminali su operazioni immobiliari come l'Area Pezzullo, già finita nei mirini della malavita secondo le dichiarazioni di un pentito.
Nonostante questi segnali, Rosania evidenzia come sia calato il silenzio, senza alcun dibattito pubblico sul degrado in corso, preferendo spesso dare risalto alla cronaca minore o a operazioni contro i lavoratori immigrati nella Piana.
Si tratta di un atteggiamento che Rosania paragona a quello degli anni '80, quando ci si riuniva in gran segreto nei locali della Chiesa del Sacro Cuore con il parroco Don Nello (poi messo sotto scorta e trasferito) nel generale scetticismo della città. Anche allora fu la Magistratura a scoperchiare il "vaso di Pandora", rivelando la presenza di uno dei clan più spietati della Campania.
Oggi la situazione rischia di ripetersi. Le indagini tratteggiano infatti:
• Un tessuto economico debole e fragile, dove l'usura è diffusissima;
• Pezzi di politica e Pubblica Amministrazione permeabili alla malavita, proprio mentre ci si avvia verso la campagna elettorale per le comunali del 2027.
Rosania non esclude il rischio dell'arrivo di una Commissione di Accesso per verificare il livello di infiltrazione nella PA e lancia un appello alla città, alle forze sociali e alla politica affinché reagiscano e riportino al centro la questione morale.
La sua proposta è quella di organizzare una manifestazione pubblica in Piazza della Repubblica dove tutte le forze politiche, senza distinzione di schieramento, firmino un "Patto per la Legalità". Un impegno politico solenne — al di là degli obblighi di legge — a non candidare persone inquisite per rapporti di qualsiasi tipo con la camorra, con l'obiettivo di restituire fiducia ai cittadini e contrastare il crescente astensionismo.
Secondo Rosania, la vasta e pluriennale indagine della Procura di Salerno — i cui dettagli stanno emergendo in queste settimane — restituisce, se confermata, un'immagine devastante della città di Eboli. Un quadro fatto di usura, truffe, spaccio di droga, ricostituzione di clan camorristici e contatti pericolosi con la Pubblica Amministrazione e la politica.
Rosania sottolinea come per anni partiti, forze sociali e osservatori si siano adagiati nella comoda convinzione che, dopo la disarticolazione del clan dominante nei primi anni '90, la camorra ad Eboli fosse un capitolo chiuso. Un'idea di apparente tranquillità smentita tuttavia dai fatti degli ultimi quattro o cinque anni:
• Fatti di sangue e violenza: almeno due omicidi legati allo spaccio, inseguimenti con sparatorie, accoltellamenti e risse feroci;
• Attacchi alla città: un attentato a un locale centrale, incendi d'auto e magazzini derubricati troppo facilmente a corti circuiti;
• Controllo del territorio: la trasformazione della città in una grande piazza di spaccio e gli interessi criminali su operazioni immobiliari come l'Area Pezzullo, già finita nei mirini della malavita secondo le dichiarazioni di un pentito.
Nonostante questi segnali, Rosania evidenzia come sia calato il silenzio, senza alcun dibattito pubblico sul degrado in corso, preferendo spesso dare risalto alla cronaca minore o a operazioni contro i lavoratori immigrati nella Piana.
Si tratta di un atteggiamento che Rosania paragona a quello degli anni '80, quando ci si riuniva in gran segreto nei locali della Chiesa del Sacro Cuore con il parroco Don Nello (poi messo sotto scorta e trasferito) nel generale scetticismo della città. Anche allora fu la Magistratura a scoperchiare il "vaso di Pandora", rivelando la presenza di uno dei clan più spietati della Campania.
Oggi la situazione rischia di ripetersi. Le indagini tratteggiano infatti:
• Un tessuto economico debole e fragile, dove l'usura è diffusissima;
• Pezzi di politica e Pubblica Amministrazione permeabili alla malavita, proprio mentre ci si avvia verso la campagna elettorale per le comunali del 2027.
Rosania non esclude il rischio dell'arrivo di una Commissione di Accesso per verificare il livello di infiltrazione nella PA e lancia un appello alla città, alle forze sociali e alla politica affinché reagiscano e riportino al centro la questione morale.
La sua proposta è quella di organizzare una manifestazione pubblica in Piazza della Repubblica dove tutte le forze politiche, senza distinzione di schieramento, firmino un "Patto per la Legalità". Un impegno politico solenne — al di là degli obblighi di legge — a non candidare persone inquisite per rapporti di qualsiasi tipo con la camorra, con l'obiettivo di restituire fiducia ai cittadini e contrastare il crescente astensionismo.
