Rigenerazione Urbana o Pasticcio Amministrativo? Il Caso del Centro Antico
17.06.2026

Se pensavate che la rigenerazione urbana fosse solo una questione di mattoni, rendering e nastri da tagliare, a Eboli vi dovrete ricredere. Nel Centro Antico potrebbe scoppiare una vera e propria bufera politica.
L'opposizione ha deciso di vederci chiaro su come l'Amministrazione comunale stia gestendo i fondi e gli incarichi pubblici. Il capogruppo di Fratelli d'Italia, l'avvocato Damiano Cardiello, ha infatti depositato un'interrogazione consiliare urgente che mette sotto la lente d'ingrandimento le procedure adottate.
Al centro del mirino c'è la Determinazione n. 977 del 3 luglio 2025 dell'Area Lavori Pubblici: un affidamento diretto all'architetto Donato Mirra per la progettazione (fattibilità tecnico-economica ed esecutiva) del piano di rigenerazione, per un valore complessivo di 58.671,27 euro.
Ma cosa non torna in questa storia? L'opposizione solleva tre grandi dubbi.
Le tre "zone d'ombra" che fanno discutere
1. Il mistero del progetto "ristretto"
All'inizio il piano sembrava grandioso: linee guida ampie, diversi ambiti territoriali del Centro Antico coinvolti, studi per espropri e un intervento pilota. Voci di corridoio tra i cittadini, però, suggeriscono che il progetto sia stato drasticamente ridotto a un solo lotto funzionale a causa delle spese impreviste per espropri e bonifiche.
Il dubbio: Se le cose stanno così, le verifiche sui costi sono state fatte prima di dare l'incarico? E il compenso del professionista è rimasto lo stesso anche a fronte di un lavoro ridotto?
2. Cittadini e trasparenza: questi sconosciuti
Le delibere di Giunta parlavano chiaro: il progetto avrebbe dovuto includere un percorso partecipativo con i residenti e il coinvolgimento dell'Urban Center. Eppure, secondo l'opposizione, sui progetti consegnati, sullo stato dei lavori e sui pagamenti vige il segreto più assoluto. Non solo: sembra che per i cittadini sia diventato un'impresa titanica persino esercitare il diritto di accesso agli atti.
3. Il Codice dei Contratti e il "valzer" degli incarichi
Qui si entra nel tecnico, ma la sostanza è semplice: concorrenza e imparzialità. Cardiello chiede spiegazioni sui criteri di selezione del professionista tramite Trattativa Diretta sul MePA. Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) impone il principio di rotazione per gli incarichi sotto soglia. L'opposizione vuole vederci chiaro per escludere l'esistenza di legami professionali o societari consolidati dietro le commesse del Comune.
I 18 nodi da sciogliere: cosa chiede l'interrogazione
Per fare massima chiarezza, l'interrogazione si articola in 18 quesiti specifici indirizzati al Sindaco e agli organi di controllo. Eccoli riassunti nei punti chiave:
• I Progetti e i Pagamenti: I progetti (Fattibilità ed Esecutivo) sono stati consegnati nei tempi e approvati dagli uffici? Sono già stati liquidati dei soldi al professionista? (Quesiti 1, 2, 3, 4)
• I Tagli al Piano Originale: Il programma iniziale ha subito modifiche o riduzioni? Le stime sui costi di esproprio e sostenibilità ambientale sono state completate? (Quesiti 5, 6, 17)
• La Partecipazione Fantasma: Questo famoso percorso di condivisione con i cittadini è mai partito? Esistono verbali o date degli incontri? (Quesito 7)
• Il Criterio di Scelta e la Rotazione: Come è stato individuato proprio quel professionista sulla piattaforma MePA? Esistono indagini di mercato comparative? Quanti incarichi simili sono stati affidati dal Comune nel triennio 2023-2025 e negli ultimi 5 anni agli stessi tecnici o società collegate? (Quesiti 8, 9, 10, 11, 12, 18)
• Trasparenza e Controlli Interni: Il Segretario Generale e il Responsabile Anticorruzione intendono avviare verifiche sulla regolarità dell'iter? Perché ci sono state difficoltà o dinieghi sull'accesso agli atti da parte dei cittadini? (Quesiti 13, 14, 16)
• Le Carte sul Tavolo: L'Amministrazione intende finalmente trasmettere al Consiglio Comunale copia integrale di tutti i documenti (progetti, convenzioni, determine di liquidazione)? (Quesito 15)
Cosa succede adesso?
La palla passa ora all'Amministrazione comunale, al Segretario Generale e al Responsabile della Trasparenza. La gestione di decine di migliaia di euro di fondi pubblici per un'area vitale come il Centro Antico merita risposte limpide. I cittadini di Eboli aspettano di sapere se la rigenerazione del loro quartiere storico seguirà una strada trasparente o se resterà intrappolata nelle stanze della burocrazia.
Continueremo a monitorare il caso per capire se arriveranno le risposte richieste o se la tempesta è solo all'inizio.
