Processo per l'assistenza agli anziani: " IL FATTO NON SUSSISTE."
29.10.2026

#Incarichi per l'assistenza agli anziani ad Eboli: #assolti l'ex sindaco #Cariello e gli altri imputati.
La gara d'appalto non è stata pilotata e l'aggiudicazione dei servizi in favore della cooperativa Csm Service è da considerarsi del tutto legittima.
Con la formula "il fatto non sussiste", il giudice Tiziana Santoriello della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno ha prosciolto da ogni accusa tutti gli imputati nel processo sulla turbativa d'asta a Eboli. La sentenza mette un punto fermo sull'intera vicenda, scagionando completamente gli interessati.
Il collegio difensivo degli imputati è stato guidato dagli avvocati Martino Melchionda, Costantino Cardiello, Giuseppe Pepe, Gaetano Pastore e Massimiliano Sartore.
Sul fronte opposto, la cooperativa Aldo era rappresentata dall'avvocato Franco Cardiello, mentre il Comune di Eboli (guidato dalla giunta di Mario Conte), costituitosi parte civile per la richiesta danni, è stato assistito dall'avvocato Carmine D'Andrea.
L'assoluzione finale non ha sorpreso gli addetti ai lavori.
Già quindici giorni prima, la stessa pubblico ministero Elena Cosentino aveva richiesto il proscioglimento totale degli imputati.
Nella successiva udienza, i legali della difesa hanno avuto buon gioco nel confermare la totale estraneità ai fatti dei propri assistiti.
Al termine dell'udienza, Massimo Cariello ha affidato ad un post il commento:
«Oggi si chiude una pagina importante di una lunga vicenda giudiziaria che mi ha segnato profondamente, esponendomi per anni a polemiche, titoloni di giornale e accuse in un settore delicato come quello delle politiche sociali. Ho pagato un prezzo altissimo.» «L'assoluzione rappresenta l'occasione per una riflessione più ampia sulla mia esperienza politica e amministrativa. Sono stato un sindaco nato tra la gente e sostenuto dal popolo, senza dinastie o cognomi illustri in grado di spalancare le porte del potere.
Credo di aver pagato un prezzo altissimo proprio per questa mia indipendenza dalle appartenenze tradizionali, che per qualcuno ha rappresentato un motivo di contrapposizione. La mia libertà sembra essere diventata un ostacolo da colpire attraverso denunce ed esposti.» «Non intendo giudicare il lavoro dei magistrati né le intenzioni di chi ha presentato le segnalazioni o le motivazioni di chi ha agito: la magistratura è stata chiamata ad esaminare le segnalazioni ricevute e ha espresso il suo giudizio.»
La gara d'appalto non è stata pilotata e l'aggiudicazione dei servizi in favore della cooperativa Csm Service è da considerarsi del tutto legittima.
Con la formula "il fatto non sussiste", il giudice Tiziana Santoriello della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno ha prosciolto da ogni accusa tutti gli imputati nel processo sulla turbativa d'asta a Eboli. La sentenza mette un punto fermo sull'intera vicenda, scagionando completamente gli interessati.
Il collegio difensivo degli imputati è stato guidato dagli avvocati Martino Melchionda, Costantino Cardiello, Giuseppe Pepe, Gaetano Pastore e Massimiliano Sartore.
Sul fronte opposto, la cooperativa Aldo era rappresentata dall'avvocato Franco Cardiello, mentre il Comune di Eboli (guidato dalla giunta di Mario Conte), costituitosi parte civile per la richiesta danni, è stato assistito dall'avvocato Carmine D'Andrea.
L'assoluzione finale non ha sorpreso gli addetti ai lavori.
Già quindici giorni prima, la stessa pubblico ministero Elena Cosentino aveva richiesto il proscioglimento totale degli imputati.
Nella successiva udienza, i legali della difesa hanno avuto buon gioco nel confermare la totale estraneità ai fatti dei propri assistiti.
Al termine dell'udienza, Massimo Cariello ha affidato ad un post il commento:
«Oggi si chiude una pagina importante di una lunga vicenda giudiziaria che mi ha segnato profondamente, esponendomi per anni a polemiche, titoloni di giornale e accuse in un settore delicato come quello delle politiche sociali. Ho pagato un prezzo altissimo.» «L'assoluzione rappresenta l'occasione per una riflessione più ampia sulla mia esperienza politica e amministrativa. Sono stato un sindaco nato tra la gente e sostenuto dal popolo, senza dinastie o cognomi illustri in grado di spalancare le porte del potere.
Credo di aver pagato un prezzo altissimo proprio per questa mia indipendenza dalle appartenenze tradizionali, che per qualcuno ha rappresentato un motivo di contrapposizione. La mia libertà sembra essere diventata un ostacolo da colpire attraverso denunce ed esposti.» «Non intendo giudicare il lavoro dei magistrati né le intenzioni di chi ha presentato le segnalazioni o le motivazioni di chi ha agito: la magistratura è stata chiamata ad esaminare le segnalazioni ricevute e ha espresso il suo giudizio.»
