le Istituzioni ostaggio della sopravvivenza politica. Che fine hanno fatto i 'responsabili' ?
01.07.2026

Sulla crisi dell'Amministrazione interviene anche il pd, la formazione politica alla quale molti membri della Maggioranza, incluso il sindaco, Mario Conte, dicono di appartenere. Anche l'ex vicesindaco che, si dice, sia "intimo" degli organismi provinciali di questo partito cui, come lo stesso Conte ha dichiarato ai microfoni di RadioEboli1, si sarebbe rivolto per accreditarsi come futuro candidato a primo cittadino; il pd, cui anche l'ex sindaco, Massimo Cariello, sembrerebbe far parte, e con cui, sempre il sindaco, ha accusato il suo ex vice, di essersi incontrato segretamente consumando, come si direbbe in tempo di guerra, 'intelligenza col nemico'; come vi appartiene il consigliere 'responsabile' Damiano Capaccio. Pd di governo e pd di opposizione ad Eboli. Adesso interviene il circolo del partito propriamente detto, il quale interviene sostenendo che sono momenti in cui la politica supera il confine del decoro istituzionale e si trasforma in puro spettacolo tattico. Quello che è accaduto ieri nell'Aula Consiliare di Eboli, secondo il pd di Simona Naimoli, va oltre la semplice cronaca locale: è una ferita aperta nel rapporto di fiducia tra i cittadini e chi dovrebbe rappresentarli.
Quando l'interesse personale e la salvaguardia della poltrona calpestano il bene comune in modo così sfrontato, il silenzio non è un'opzione.
La scadenza del Prefetto e un'urgenza ignorata
Il contesto non era quello di una seduta ordinaria, ma di una vera e propria emergenza democratica. Il 30 giugno scadeva infatti il termine tassativo assegnato dal Prefetto per l'approvazione del rendiconto di gestione.
La situazione era talmente critica che il Presidente del Consiglio aveva convocato la seduta d'ufficio, superando persino la mancanza del numero legale nella Conferenza dei Capigruppo. La gravità del momento era evidente a tutti. Eppure, per l'ennesima volta, il Consiglio Comunale è andato deserto.
L'appello degli assenti: dove sono finiti i "responsabili"?
A far mancare il numero legale è stato uno scenario desolante:
• La maggioranza: quasi completamente assente.
• L'opposizione "responsabile": assenti anche coloro che, pur stando formalmente all'opposizione, hanno sempre sbandierato la propria "responsabilità" sostenendo che il mandato si onora con la presenza in Aula.
• I vertici: il dato in assoluto più grave è l'assenza del Sindaco e del Presidente del Consiglio Comunale. Proprio le figure che, per ruolo e mandato, dovrebbero essere i garanti del funzionamento della macchina democratica.
Il messaggio ai cittadini è inequivocabile: i ruoli istituzionali e i confini tra maggioranza e opposizione si azzerano quando l'unico obiettivo diventa la conservazione del potere.
13 giorni di stallo: si cercano numeri, non soluzioni
Come se non bastasse, la seconda convocazione è stata fissata per il 13 luglio. Ben tredici giorni di distanza. Un lasso di tempo insolitamente lungo, che contrasta violentemente con l'urgenza sbandierata fino a ieri.
Viene da chiedersi: questo tempo serve davvero a preparare il Consiglio o è solo una finestra temporale utile a una disperata caccia ai numeri per salvare un'Amministrazione ormai priva di una maggioranza reale?
Eboli merita dignità, non tatticismi
Mentre la politica si avvita su se stessa, rinviando e cercando equilibri che servono solo alla sopravvivenza di pochi, la città di Eboli rimane immobile e attonita.
Il Partito Democratico propriamente detto rivendica il fatto di essere stato presente ieri in Aula e di continuare a credere in un principio semplice: non esistono strategie o scappatoie procedurali capaci di sostituire la dignità della Politica. "Rinviare fino all'ultimo secondo utile non è un segno di forza, ma di profonda debolezza.
Le Istituzioni appartengono ai cittadini, non a chi le governa pro tempore. Piegarle alle convenienze di parte significa umiliare la città. E di questa umiliazione, prima o poi, bisognerà rispondere davanti ai cittadini."





