La diffida del Prefetto sul Rendiconto. CONSIGLIO COMUNALE A RISCHIO SCIOGLIMENTO

11.06.2026

 Si preannuncia una tempesta politica e istituzionale nel comune della Piana del Sele. L'Ufficio Territoriale del Governo ha formalmente notificato un atto di diffida al Consiglio Comunale di Eboli per la mancata approvazione nei termini di legge del rendiconto di gestione relativo all'esercizio finanziario 2025. Un provvedimento perentorio che impone una vera e propria corsa contro il tempo: venti giorni per mettersi in regola, pena lo scioglimento dell'assise cittadina e il conseguente commissariamento.
Il documento prefettizio, fondato sulle severe disposizioni del Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.), ricostruisce in modo cristallino i passaggi normativi che rischiano di portare la governance locale al capolinea. Secondo l'articolo 227 del decreto legislativo n. 267/2000, le amministrazioni comunali hanno l'obbligo inderogabile di deliberare il consuntivo entro il termine del 30 aprile dell'anno successivo a quello di esercizio. Una scadenza che, nel caso ebolitano, è decorsa senza che agli uffici della Prefettura di Salerno giungesse alcuna comunicazione o copia della delibera consiliare.
I presupposti normativi e il ruolo della Prefettura
La normativa italiana sul funzionamento degli enti locali non lascia spazio a interpretazioni elastiche quando si parla di bilanci. L'omissione o il ritardo nell'adozione del rendiconto fa scattare automaticamente le procedure sanzionatorie previste dall'ordinamento.
Nello specifico, il comma 2-bis dell'articolo 227 richiama l'applicazione delle misure rigorose contenute nell'articolo 141 del T.U.E.L., configurando la mancata approvazione dei documenti finanziari come una delle fattispecie più gravi, in quanto mina la stabilità e la trasparenza dei conti pubblici dell'ente. Di fronte al silenzio amministrativo del Comune, l'intervento sostitutivo e monitorio del Prefetto è diventato un atto dovuto per legge.
Ultimatum di venti giorni: le conseguenze dell'inadempienza
La diffida ha i caratteri di un vero e proprio ultimatum. Il Consiglio Comunale di Eboli è chiamato ad adottare la deliberazione del rendiconto di gestione 2025 – completato da tutti gli allegati e dagli atti connessi richiesti – entro e non oltre venti giorni dalla data di notifica del provvedimento.
Gli scenari in caso di ulteriore ritardo o inadempimento sono drastici:
• Intervento Sostitutivo: Scaduto infruttuosamente il termine dei venti giorni, verranno adottati provvedimenti sostitutivi d'ufficio per l'approvazione dei documenti contabili.
• Scioglimento del Consiglio: Parallelamente, verrà dato immediato avvio alla procedura per lo scioglimento del Consiglio Comunale ai sensi dell'articolo 141, comma 2 del T.U.E.L., decretando la fine anticipata dell'attuale consiliatura.
L'onere della tempestività ricade ora sulla macchina burocratica e sulle forze politiche di Palazzo di Città. Il Prefetto ha dato mandato tassativo al Segretario Comunale di Eboli di provvedere alla notifica immediata del provvedimento a tutti i consiglieri in carica, richiedendo l'invio immediato alla Prefettura delle ricevute di notifica a garanzia dell'avvio ufficiale del countdown. I riflettori sono ora puntati sulle reazioni della maggioranza e delle opposizioni, chiamate a una convocazione d'urgenza dell'aula per evitare la caduta dell'amministrazione.
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