Il vicesindaco revocato replica al primo cittadino: “Ho scelto la libertà: essere leali è un dovere, sudditi mai”
20.06.2026

La decisione del Sindaco Mario Conte di revocare le deleghe al Vicesindaco e Assessore al Bilancio, Gianmaria Sgritta, apre ufficialmente una profonda spaccatura politica nel comune di Eboli. Con una nota ufficiale durissima, l'ex braccio destro del primo cittadino lancia un manifesto di dignità e autonomia, rifiutando la logica dell'obbedienza cieca.
Il clima politico nel comune di Eboli si fa improvvisamente rovente. La revoca formale dell'incarico al dott. Gianmaria Sgritta non è passata inosservata e promette di lasciare strascichi importanti sulla tenuta della maggioranza. Più che una semplice sostituzione tecnica o un rimpasto di routine, la mossa del primo cittadino ha certificato una crisi metodologica e identitaria che covava da tempo sotto la cenere dell'amministrazione locale.
😡La reazione di Sgritta: "Una frattura che si voleva ignorare"
La risposta di Sgritta è arrivata tempestiva e priva di giri di parole attraverso una nota stampa. L'ex vicesindaco non si dice sorpreso, ma definisce il provvedimento come l'atto finale di una frattura politica ed amministrativa che il Sindaco ha deliberatamente scelto di ignorare anziché affrontare.
Rifiutando categoricamente l'etichetta di "responsabile" della crisi, Sgritta sposta il focus sul metodo di governo cittadino:
"La responsabilità di questa crisi va ricercata nell'incapacità di coordinare in modo organico le diverse voci presenti all'interno della coalizione e di costruire una vera sintesi politica."
Per Sgritta, la perdita della poltrona non rappresenta una sconfitta personale. Chi fa politica per convinzione e non per occupare una posizione di potere, vive questi momenti semplicemente come tappe di un percorso più ampio. "Non mi sento un amministratore allontanato. Mi sento, al contrario, un uomo libero che ha scelto di non confondere la lealtà con il silenzio e la responsabilità con l'obbedienza", ha incalzato l'ormai ex assessore al Bilancio.
Un metodo accentratore: la metafora della nave
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Per descrivere lo stato attuale del Comune, Sgritta ha utilizzato una suggestiva metafora marinaresca:
"Quando una nave smette di ascoltare il proprio equipaggio e continua a navigare ignorando ogni segnale proveniente dal ponte, il problema non è chi lancia l'allarme. Il problema è chi finge che il mare sia calmo mentre la rotta si allontana pericolosamente dalla destinazione."
Secondo l'ex vicesindaco, il Sindaco ha preferito individuare un capro espiatorio e colpirlo piuttosto che interrogarsi sulle ragioni politiche che hanno portato una parte significativa della sua stessa maggioranza a manifestare democraticamente un forte disagio.
Senso di responsabilità contro logiche di fedeltà.
A dimostrazione che l'obiettivo dell'area dissidente non fosse quello di "bloccare la città", Sgritta ha ricordato l'esito dell'ultima seduta consiliare. In quell'occasione, la componente ha dimostrato maturità contribuendo in modo decisivo all'approvazione della rottamazione dei tributi locali, una misura concreta a sostegno delle famiglie in difficoltà.
"Chi voleva bloccare la città non siamo stati noi. Noi abbiamo chiesto ascolto, confronto, un cambio di passo. Abbiamo chiesto che la maggioranza tornasse a essere una comunità politica e non un semplice elenco di nomi. La risposta è stata una revoca".
La transizione viene vissuta da Sgritta con assoluta serenità: q"Le deleghe si ricevono e si restituiscono. La dignità politica, invece, non si consegna a nessuno. Essere leali è un dovere. Essere sudditi, mai."
L'appello per il futuro: "Rimettere Eboli al centro"
Nonostante l'allontanamento dalla giunta, l'impegno pubblico del dottor Sgritta non si ferma, anzi rilancia. La nota stampa si chiude con un forte e appassionato appello trasversale rivolto ad amministratori, forze politiche, associazioni, imprenditori, professionisti e giovani: superare i personalismi per inaugurare una fase politica totalmente nuova.
La tesi di Sgritta è che Eboli possieda energie straordinarie che sono state progressivamente tenute ai margini o mortificate da logiche di appartenenza stringenti. Temi cruciali come lo sviluppo, il lavoro, le infrastrutture, la pianificazione urbana e i servizi devono tornare prioritari.
"Le stagioni politiche passano. Le comunità restano", conclude Sgritta, lanciando un messaggio chiaro sul suo futuro posizionamento nello scacchiere locale: "Apriamo insieme una fase nuova nella quale contino le idee più delle appartenenze. Io ci sono. E continuerò ad esserci. Per Eboli. Sempre."
