Il Sindaco Conte cerca la quadra (e i numeri) per evitare il commissariamento. "IL VICEPRESIDENTE DELLA PROVINCIA HA FAVORITO LA CRISI".
04.07.2026

C'è tanta, forse troppa carne al fuoco a Eboli, e il tempo stringe. Il sindaco Mario Conte ha gettato le carte sul tavolo nell'ultima conferenza stampa, tracciando la linea di confine per il futuro dell'amministrazione comunale.
La data da cerchiare in rosso sul calendario è il 13 luglio: il giorno del Consiglio Comunale. Dentro o fuori. L'obiettivo? Trovare la maggioranza per approvare il conto consuntivo e varare un nuovo esecutivo. In palio non c'è solo la sopravvivenza politica della giunta, ma il futuro stesso della città.
Il rischio del Commissariamento: cosa perderebbe Eboli?
Conte è stato chiaro: l'arrivo di un commissario prefettizio sarebbe una mazzata per la città. Non si tratta solo di una questione politica, ma di blocchi burocratici che toccherebbero da vicino la vita dei cittadini. Il sindaco ha infatti sottolineato come la venuta di un funzionario esterno:
• Ritarderebbe l'iter per l'intercettazione di nuovi finanziamenti.
• Congelerebbe la fase esecutiva dei tanti cantieri e lavori già in atto.
Sul piatto ci sono progetti cruciali che Eboli non può permettersi di perdere: la centralità del recupero dell'ex area Pezzullo per i piani Prius, i ristori per l'Alta Velocità, e l'approvazione definitiva del PUC (Piano Urbanistico Comunale). Progetti vitali che rischiano di rimanere impantanati.
L'attacco al PD e il paradosso politico
Per quanto riguarda le responsabilità della crisi, il primo cittadino non le ha mandate a dire. Conte ha puntato il dito direttamente contro la segreteria provinciale del PD (partito a cui lui stesso è tesserato) e la vicepresidenza della Provincia. L'accusa? Aver agevolato, se non addirittura incoraggiato, le spinte centrifughe che hanno destabilizzato il suo esecutivo.
Ed è qui che la politica si trasforma in un paradosso quasi teatrale:
Il Partito Democratico, che formalmente si trova all'opposizione, è ora il perno attorno al quale si cerca di trovare la quadra per uscire dall'impasse. Ma una domanda sorge spontanea: il PD voterà a favore del rendiconto, approvando di fatto i conti degli altri "per amor di partito"?
Un appello a 360° (con una frecciata finale)
Le parole d'ordine della conferenza stampa sono state due, ripetute quasi come un mantra: responsabili e responsabilità. L'appello del sindaco è rivolto a tutto il consiglio, a 360 gradi, nessuno escluso.
Ma in questo clima di richiamo al dovere, non è mancata una stoccata finale, un "messaggio cifrato" (ma non troppo) destinato a far fischiare le orecchie a Damiano Capaccio, capogruppo di Eboli Responsabile (anch'egli tesserato PD, anche se — ironizza qualcuno — non si sa bene in quale città).
La palla ora passa ai consiglieri. Il 13 luglio sapremo se prevarrà il senso di responsabilità verso la città o se Eboli dovrà rassegnarsi a un lungo periodo di stasi guidata da un commissario.


