Il Comitato 283 di Mariarosaria Andriuolo abbandona Futuro Nazionale: "Un progetto mai nato e privo di coerenza"

01.11.2026

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​Il Comitato Costituente Eboli 283, guidato da Mariarosaria Andriuolo — uno dei primi a nascere nella provincia di Salerno —, ha annunciato l'uscita da Futuro Nazionale. Secondo la nota diffusa dal gruppo, il partito si è rivelato «un progetto mai nato», che ripropone vecchie logiche e dinamiche politiche anziché rappresentare un reale rinnovamento al servizio dei cittadini e dei territori.
​Alla base della rottura vi è la contestazione formale della nomina di Franco Cardiello, definita dal comitato una questione d'opportunità sia politica che morale per la città di Eboli. Il gruppo ha evidenziato l'incompatibilità legata al fatto che il figlio di Cardiello, Damiano, sia un esponente di Fratelli d'Italia, interrogandosi su quali posizioni terranno i due alle prossime elezioni comunali e se Futuro Nazionale finirà per canalizzare voti verso Fratelli d'Italia. Nonostante le rassicurazioni iniziali dei vertici nazionali e regionali su un cambio di passo e sull'inserimento di volti nuovi, le richieste di chiarimento avanzate dal comitato sono rimaste prive di risposta.
​La reazione del partito alle contestazioni — espresse pubblicamente tramite tre post sui social media — è stata lo scioglimento del Comitato 283. Un provvedimento che, secondo la formazione di Mariarosaria Andriuolo, dimostra la volontà di silenziare il dissenso e di penalizzare chi ha lavorato sul territorio mantenendo fede ai valori iniziali.
​La scelta del gruppo ebolitano si inserisce in un quadro di crescente malcontento nella provincia di Salerno, dove si registrano l'abbandono di altri comitati locali e un generale calo nei consensi rilevati dai sondaggi.
​Confermando la volontà di non arrendersi e di proseguire le proprie battaglie al di fuori del partito, il comitato ha ribadito che l'uscita da Futuro Nazionale rappresenta un atto di coerenza, sottolineando come la destra abbia bisogno di credibilità e prospettive future, piuttosto che di restaurazioni o giochi di potere.
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