Il circolo del pd: "NON PROLUNGHEREMO ARTIFICIALMENTE LA SOPRAVVIVENZA DELLA MAGGIORANZA ."
05.07.2026

Dopo l'ultima conferenza stampa del Sindaco, riteniamo necessario fare chiarezza con alcune rapide ma fondamentali precisazioni. Non lo facciamo per alimentare un logorante teatrino, ma perché il dibattito pubblico merita rispetto. I fatti, semplicemente, non possono essere piegati alle esigenze della convenienza politica del momento.
La verità è molto più lineare della narrazione suggestiva a cui abbiamo assistito.
1. Una crisi nata dall'interno (e mai risolta)
Il Sindaco continua ad attribuire ad altri le responsabilità del proprio fallimento politico, evocando complotti, intrecci e colpevoli esterni. La realtà dei fatti dice altro: questa Amministrazione è entrata in crisi il giorno dopo il suo insediamento.
Da allora, non ha mai conosciuto una vera stagione di stabilità. Il continuo valzer di rimpasti di Giunta, assessori sostituiti, dimissioni e maggioranze da ricostruire daccapo dimostra una sola verità: il problema è sempre stato, esclusivamente, dentro la maggioranza.
2. Il Consiglio Comunale deserto: chi ha evitato il confronto?
Il Sindaco ha affermato che il destino dell'Amministrazione debba essere deciso in Consiglio Comunale. Condividiamo pienamente questo principio. Infatti, i Consiglieri del Partito Democratico erano regolarmente presenti in Aula lo scorso 30 giugno.
A mancare era proprio il Sindaco, che si è fatto persino promotore della strategia di disertare la seduta. Così facendo, ha impedito all'Aula di svolgere il proprio ruolo istituzionale, piegando il tempo delle Istituzioni al tempo delle trattative poltronistiche.
3. Coerenza contro opportunismo: la posizione del PD
Nel discorso del Sindaco emerge un singolare capovolgimento del senso stesso della politica: modificare le maggioranze uscite dalle urne viene fatto passare per "responsabilità istituzionale", mentre la coerenza sembra quasi dover essere giustificata.
Perché dovrebbe essere il Partito Democratico a spiegare i motivi per cui è rimasto esattamente dove gli elettori lo avevano collocato? Perché dovremmo giustificare il rifiuto di cambiare schieramento in cambio di un posto in Giunta?
Il PD è all'opposizione dal primo giorno della consiliatura. Ci siamo rimasti senza mai cedere al canto delle sirene, mantenendo sempre un atteggiamento rispettoso e collaborativo (che lo stesso Sindaco, in passato, ha dovuto riconoscerci). A essere cambiata non è la collocazione del PD, ma quella del Sindaco, eletto alla guida di un progetto civico poi progressivamente imploso sotto il peso delle proprie contraddizioni.
4. Tessera e rappresentanza: facciamo chiarezza
Sul tesseramento del Sindaco al Partito Democratico continua ad alimentarsi un equivoco che è opportuno chiarire una volta per tutte:
• I fatti: L'iscrizione del Sindaco al PD è avvenuta solo successivamente all'elezione, in occasione della competizione elettorale di un suo familiare. Una scelta personale che non può modificare né la storia politica di questa consiliatura né la collocazione del partito.
• Il principio: L'appartenenza a un partito non si esaurisce in una tessera. Si realizza nella condivisione di un progetto e nel rispetto della linea politica comune. L'iscrizione è una scelta individuale; la rappresentanza politica è invece il risultato di un percorso collettivo e delle decisioni degli organismi democratici.
5. Il Congresso del PD si è svolto nei luoghi democratici, non su WhatsApp
Anche sul Congresso cittadino il Sindaco ha preferito il racconto ai fatti, sostenendo che si sarebbe svolto "su WhatsApp" e che le comunicazioni non gli fossero mai arrivate.
La realtà lo smentisce: il Sindaco era talmente a conoscenza del percorso congressuale da sottoscrivere la lista a sostegno di un candidato alternativo alla segreteria del Circolo. Quel Congresso ha consegnato al PD di Eboli un gruppo dirigente pienamente legittimato dal voto degli iscritti, una legittimazione rimasta intatta anche dopo il rigetto dei ricorsi presentati. Le regole valgono per tutti, soprattutto quando l'esito non coincide con le aspettative personali.
Da quel voto è emersa una linea politica chiara e non negoziabile:
• Piena discontinuità rispetto all'attuale esperienza amministrativa.
• Costruzione di una nuova proposta di governo basata su un autentico rinnovamento della classe dirigente.
Costruire l'alternativa per Eboli
La politica vive di confronto, anche duro. È giusto mettere in discussione idee, programmi e visioni di Città. Mai le persone. Per noi anche la gentilezza è una scelta politica: il modo in cui ci si confronta dice molto della politica che si intende costruire.
Per questo continueremo a riconoscere come interlocutori solo chi sceglie il terreno delle idee, senza confondere il dissenso politico con l'attacco personale o con pretese di superiorità morale.
È da qui che intendiamo costruire l'alternativa per Eboli: lavorando con rigore, rispetto e coerenza per dare alla città un nuovo progetto politico, e non per prolungare artificialmente la sopravvivenza di una maggioranza ormai priva di forza e credibilità.
