Giallo di Eboli: l'autopsia sul corpo di Luca Esposito rivela "asfissia violenta"
23.07.2026

Una svolta drammatica e nuovi inquietanti interrogativi segnano le indagini sulla morte di Luigi "Luca" Esposito, il giornalista di 53 anni trovato carbonizzato il 19 luglio scorso in un terreno agricolo della Piana del Sele.
Secondo i primi esiti dell'esame autoptico – appresi dall'ANSA – a provocare il decesso non sarebbe stato il rogo, ma un'asfissia meccanica violenta. Un termine medico-legale che punta verso il soffocamento tramite strangolamento o strozzamento.
I tre nodi ancora da sciogliere
Nonostante i primi dettagli emersi dalla perizia, la Procura mantiene il massimo riserbo e attende il completamento degli approfondimenti tecnici per chiarire tre aspetti fondamentali:
• Vivo o morto prima del rogo? Gli inquirenti devono accertare se le fiamme abbiano awolto il corpo quando la vittima era ancora in vita o se siano state appiccate successivamente per cancellare le tracce.
• L'origine delle fratture: L'autopsia ha evidenziato diverse lesioni, in particolare alle costole. Si tratta del risultato di un'aggressione brutale o di traumi provocati dall'esposizione all'intenso calore dell'incendio?
• L'identificazione definitiva: Sebbene le protesi dentarie del cadavere corrispondano perfettamente alla mappa clinica fornita dall'odontotecnico di Esposito, la Procura attende il test del DNA. Nella mattinata di oggi è stato effettuato il prelievo ematico a una delle sorelle per l'inconfutabile riscontro genetico.
Le indagini proseguono
Il supplemento di perizie medico-legali e gli accertamenti scientifici serviranno a ricostruire con esattezza le ultime ore di vita di Luca Esposito. L'ipotesi di un violento omicidio si fa sempre più concreta, mentre gli investigatori lavorano per chiudere il cerchio attorno ai responsabili.
