Eboli, il Comune affonda e il conto (salatissimo) arriva ai cittadini: la fotografia di 5 anni di fallimenti

01.07.2026

Cosa succede quando la politica si chiude nei palazzi a trattare per le poltrone? Se lo chiede il circolo ebolitano di Fratelli d'Italia ed arriva ad alcune conclusioni : la città si paralizza e nelle case dei cittadini arrivano le bollette da pagare. Ad Eboli stiamo assistendo all'ennesimo spettacolo di un'amministrazione arrivata ormai al capolinea, incapace di governare ma determinata a sopravvivere a ogni costo.
Mentre il Sindaco è impegnato in un affannoso risiko politico per trovare una maggioranza ormai dissolta, gli ebolitani si trovano a fare i conti con la realtà: conguagli TARI, scadenze imminenti e spese di notifica. Questa è la fotografia reale di cinque anni di gestione: non una stagione di governo per il bene comune, ma una lunga e faticosa operazione di sopravvivenza politica.
Il Consiglio Comunale deserto e il "blocco democratico"
La vicenda dell'ultimo rendiconto certifica in modo definitivo il fallimento di questa esperienza amministrativa. L'assenza contemporanea dei vertici istituzionali durante una seduta decisiva del Consiglio Comunale ha trasformato un appuntamento fondamentale in una rappresentazione surreale.
Non siamo più di fronte a una semplice crisi politica: siamo davanti a un vero e proprio blocco democratico.
Ancora più grave appare la decisione di rinviare di ben tredici giorni il Consiglio. Una scelta che ha tutto il sapore di un espediente tattico per congelare la situazione, guadagnare tempo e tentare di ricostruire una maggioranza inesistente attraverso la redistribuzione di incarichi, deleghe e assessorati. Utilizzare cavilli procedurali per aggirare lo spirito della diffida prefettizia dimostra come l'interesse di pochi sia stato anteposto a quello dell'intera comunità.
TARI 2026: tra scadenze ordinarie e lo spettro dei conguagli
Nel frattempo, il conto arriva sempre agli stessi: famiglie, commercianti, artigiani e professionisti. Insomma, a chi ogni anno paga fino all'ultimo euro.
Mentre nel Palazzo si discute di poltrone, i cittadini scoprono il calendario della riscossione TARI 2026, con scadenze fissate al:
• 30 luglio
• 30 agosto
• 30 settembre
• 30 ottobre
Ma c'è un dettaglio che merita particolare attenzione. L'amministrazione ha già previsto che, con un successivo provvedimento, sarà approvata la lista di carico definitiva della TARI di conguaglio a saldo per il 2026, dopo l'approvazione delle nuove tariffe prevista entro il 31 luglio.
Tradotto in termini semplici: mentre la politica combatte per non cadere, i cittadini sanno già che oltre alle rate ordinarie dovranno fare i conti con un ulteriore aumento. Il paradosso ebolitano è servito: da una parte una maggioranza che non garantisce nemmeno il numero legale, dall'altra una cittadinanza chiamata a rispettare puntualmente ogni scadenza tributaria.
La lotta all'evasione? Solo uno slogan
Davanti a questo scenario, una domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto cinque anni di annunci sulla lotta all'evasione TARI?
I cittadini hanno il diritto di sapere:
• Dove sono i numeri che dimostrano un reale recupero degli evasori?
• Dove sono le "utenze fantasma" promesse alla tassazione?
• Quanto è stato realmente recuperato dalle sacche di evasione che da anni gravano sui contribuenti onesti?
Se il recupero fosse stato efficace, i cittadini virtuosi oggi avrebbero pagato meno. Invece i costi aumentano e i conguagli continuano ad arrivare. Per anni abbiamo ascoltato slogan sulla tolleranza zero, sulle fototrappole, sulle task force ambientali e sulle rivoluzioni nella gestione dei rifiuti.
La realtà, purtroppo, racconta una storia diversa: il decoro urbano resta una criticità, gli abbandoni di rifiuti sono all'ordine del giorno e le periferie lamentano continui disservizi. Le fototrappole, presentate come la soluzione definitiva, finora hanno prodotto soprattutto comunicati stampa e sembrano quasi un'altra tassa indiretta sulle tasche degli ebolitani.
 Secondo Fratelli d'Italia è ora di voltare pagina
Il bilancio finale di questa amministrazione è ormai scritto nei fatti ed è drammaticamente semplice:
• Una maggioranza che perde il numero legale.
• Una diffida prefettizia.
• Una giunta da azzerare e rifare.
• Un Comune completamente bloccato.
Quando un'amministrazione non è più in grado di garantire stabilità politica, funzionalità istituzionale e credibilità, l'unica scelta dignitosa e rispettosa della città è una sola: prendere atto del fallimento e rassegnare le dimissioni.
 
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