Eboli, appalto per l'assistenza domiciliare: chiesta l'assoluzione per Cariello e altri 5 imputati
08.10.2026

Turbativa d'asta: il pubblico ministero ha chiesto l'assoluzione per l'ex sindaco di Eboli Massimo Cariello e altre cinque persone coinvolte nell'inchiesta della Procura sull'affidamento della gara per l'assistenza domiciliare agli anziani nel 2018. La richiesta è arrivata ieri all'epilogo del processo di primo grado: «il fatto non sussiste», non essendo stata raggiunta la prova certa dell'accordo che, secondo l'ipotesi accusatoria originaria, sarebbe stato alla base della turbativa.
L'impianto accusatorio, coordinato dal sostituto procuratore Elena Cosentino, aveva portato a processo, oltre all'ex primo cittadino:
• Giovanni Russo, all'epoca dirigente del Piano di Zona;
• Agostino Mastrangelo, già dirigente comunale del settore Politiche Sociali;
• Erminia Pendino, funzionaria del Piano di Zona;
• Antonella Giarletta, dirigente della cooperativa CSM Service;
• Raffaele Porte, marito di quest'ultima.
Al centro del procedimento c'era la gara pubblica bandita nel 2018 per l'affidamento del servizio di assistenza domiciliare agli anziani nel territorio di competenza. Secondo l'ipotesi formulata dalla Procura, la procedura sarebbe stata condizionata attraverso un accordo finalizzato a favorire la cooperativa CSM Service, reato di turbata libertà degli incanti previsto dall'articolo 353 del codice penale.
A sostegno dell'ipotesi investigativa erano confluite nel fascicolo anche diverse intercettazioni telefoniche, utilizzate dagli inquirenti per ricostruire i rapporti tra gli imputati e il presunto meccanismo attraverso il quale sarebbe stata orientata la gara. Un quadro che, tuttavia, all'esito dell'istruttoria dibattimentale non ha consentito alla stessa Procura di ritenere raggiunta una prova certa dell'esistenza dell'accordo contestato.
Da qui la richiesta formulata ieri dal pubblico ministero al termine della requisitoria: assoluzione per tutti gli imputati perché il fatto non sussiste.
Si torna in aula mercoledì prossimo, quando la parola passerà al collegio difensivo composto dagli avvocati Costantino Cardiello, Cecchino Cacciatore, Fausto Vecchio e Giuseppe Pepe per le arringhe finali. Al termine della discussione, la parola passerà ai giudici per la sentenza di primo grado.
