Dopo le effervescenze, ecco i palloncini gonfiati!

Sull'albo pretorio è comparso il divieto di lanciare "nell'aere" palloncini e lampade cinesi ma questo ha subito provocato il risentimento di un operatore commerciale del settore, elettore 'deluso' del sindaco Mario Conte.
Il rilascio in aria di palloncini è regolato da specifiche ordinanze comunali volte a proteggere l'ambiente e la fauna selvaggia. Numerosi comuni italiani, sia costieri che dell'entroterra, hanno proibito il lancio di palloncini gonfiati ad elio, nastri colorati e lanterne cinesi, poiché il loro ricadere in mare o nei boschi inquina e minaccia gli animali.
Divieto assoluto di lancio: È vietato liberare in cielo palloncini di qualsiasi materiale, compresi quelli biodegradabili.
Abbandono di rifiuti: La dispersione nell'ambiente di nastri o frammenti di palloncino è considerata a tutti gli effetti un illecito per abbandono di rifiuti.
Sanzioni amministrative: Le violazioni prevedono multe che, a seconda del comune, variano da poche decine di euro fino a superare i 500 euro.
Uso consentito: L'acquisto e l'utilizzo di palloncini per feste ed eventi privati restano consentiti, purché vengano smaltiti correttamente nei rifiuti indifferenziati e non dispersi nell'aria o nell'ambiente.
Sconcerto da parte di un operatore commerciale. ecco il testo della lettera aperta:
Egregio Sindaco,
Le scrivo con la quasi totale certezza che questa comunicazione non riceverà risposta. Eppure, da cittadino di Eboli e commerciante del settore degli eventi, sento il dovere di esprimere la mia profonda fatica nel comprendere l'ordinanza contro palloncini e lanterne. Lo faccio con amarezza, perché chi vive e lavora ogni giorno sul territorio conosce bene le reali priorità della città.
Nessuno è contrario alla tutela dell'ambiente, al benessere degli animali o al rispetto degli spazi pubblici. Tuttavia, con questo provvedimento sembra si voglia trasformare un problema marginale nella principale emergenza di Eboli, ignorando deliberatamente il degrado, l'immondizia, l'infestazione di topi, le strade dissestate, l'insicurezza e lo stato di abbandono in cui versano le attività commerciali.
Viene spontaneo chiedersi: chi ha consigliato il Sindaco? Quale esperto ha ritenuto che questa fosse una priorità assoluta? Ma soprattutto, gli assessori al Commercio, all'Ambiente e alle Attività Produttive hanno valutato il danno economico che questa ordinanza causerà a chi lavora nel settore delle cerimonie e degli allestimenti? Dietro un semplice palloncino non c'è solo un elemento decorativo: ci sono fornitori, negozianti, famiglie e lavoratori onesti che pagano le tasse e la TARI.
Ci sono domande concrete che meriterebbero una risposta: prima di firmare, è stato fatto uno studio serio? Quanti palloncini e quante lanterne vengono lanciati mediamente ogni giorno a Eboli? Qual è il reale impatto sul territorio? Esistono dati numerici o si è deciso di vietare tutto a priori, senza un confronto con chi svolge questo mestiere da anni?
Inoltre, che senso ha questa decisione se nei comuni limitrofi il lancio resta consentito? L'impatto ecologico reale sarà una goccia nell'oceano, mentre il danno economico per le nostre attività sarà immediato e tangibile. Trovo assurdo aver vietato persino i materiali biodegradabili o compostabili, senza alcuna distinzione o buon senso. Questa non è tutela dell'ambiente; sembra piuttosto un'ordinanza di facciata, utile solo a raccogliere qualche facile applauso o voto "ambientalista".
Voglio essere sincero: io questo Sindaco l'ho votato. Ero convinto della mia scelta, non me ne sono mai vergognato e l'ho difeso pubblicamente. Sul piano umano la mia stima resta immutata, conoscendolo fin dall'infanzia. Tuttavia, come sanno bene sia i consiglieri di maggioranza che di minoranza, credo che il suo errore più grande sia stato circondarsi di persone poco capaci e distanti dalla realtà quotidiana dei cittadini.
Non Le scrivo per rabbia, ma per delusione. Mentre i commercianti chiedono sicurezza, pulizia e decoro per il centro e le periferie, l'Amministrazione si concentra sui palloncini ad elio. Di questo passo, non mi stupirei se arrivassero ordinanze contro i dolci per combattere il diabete o contro i fritti per l'obesità.
Mentre si combatte la "grande emergenza palloncini", ai cittadini va ricordato che per rimuovere i rifiuti accumulati a Foce Sele ci sono voluti oltre tre mesi. Più di novanta giorni per una discarica a cielo aperto, ma per l'Amministrazione il vero dramma ambientale restano i palloncini. Mi auguro solo che, durante le lunghe operazioni di raccolta a Foce Sele, nessuno tra amministratori e volontari abbia usato piatti o bicchieri di plastica durante le pause. Altrimenti, oltre al danno, subiremmo anche la beffa."
Effervescenze politiche, palloncini gonfiati e lampade cinesi : il contesto rischia di diventare esplosivo!

