Crisi politica a Eboli: Consiglio comunale deserto e duro attacco di Fratelli d'Italia: "È il fallimento dell'amministrazione Conte"
14.07.2026

Si aggiunge un altro capitolo teso alla storia politica recente di Eboli. L'ultima seduta del Consiglio comunale, andata deserta, viene descritta dalle opposizioni come l'ennesima dimostrazione di irresponsabilità istituzionale e di distanza dalle reali necessità dei cittadini.
La mancata approvazione degli atti fondamentali dell'Ente sancisce, secondo molti osservatori e in particolare secondo il direttivo locale di Fratelli d'Italia, il definitivo fallimento politico dell'amministrazione guidata dal sindaco Mario Conte.
Una crisi nata da lontano
Non si tratta di un episodio isolato, bensì dell'epilogo di un percorso segnato da profonde divisioni interne, continui rimpasti, dimissioni, revoche di deleghe e una sostanziale assenza di una guida amministrativa solida. Una crisi che si è consumata giorno dopo giorno, alimentata dal tentativo di salvaguardare i precari equilibri di maggioranza a scapito della risoluzione dei problemi concreti della comunità.
L'ultimo mese è apparso come la prova più evidente di questa paralisi: trenta giorni caratterizzati da trattative, incontri bilaterali, dichiarazioni e smentite nel tentativo di ricomporre una coalizione ormai disunita. Un periodo di stallo durante il quale la città è rimasta ferma, senza risposte né interventi per il territorio.
La posizione di Fratelli d'Italia: "Nessuno può chiamarsi fuori"
In queste ore si registrano anche i distinguo di alcune consigliere della stessa maggioranza, che hanno preso le distanze dagli ultimi avvenimenti denunciando criticità e attribuendo le responsabilità ad altri settori della coalizione.
Da Fratelli d'Italia, tuttavia, si fa notare come queste dichiarazioni non facciano altro che confermare quanto il partito denunci da tempo. Dal coordinamento cittadino del partito di centrodestra arriva un monito chiaro:
"Chi ha condiviso e sostenuto politicamente questo percorso per anni non può oggi, di fronte al disastro, chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità amministrative."
Lo spettro del Commissariamento e il destino delle periferie
L'eventuale arrivo di un Commissario Prefettizio non viene vissuto come una vittoria da nessuna forza politica, bensì come una sconfitta collettiva per le istituzioni e per la comunità di Eboli. A pagare il prezzo di questa instabilità saranno ancora una volta i cittadini.
Secondo l'analisi di Fratelli d'Italia, l'eredità lasciata dall'amministrazione Conte è quella di una città fragile, dove la conservazione del potere e la distribuzione degli incarichi hanno prevalso sull'interesse pubblico. Sotto accusa finisce anche la narrazione delle poche opere pubbliche rivendicate dal sindaco: per l'opposizione, la realtà del territorio racconta una storia diversa, specialmente se si guardano le periferie e le frazioni di:
• Santa Cecilia
• Campolongo
• Corno d'Oro
• Casarsa
• Prato
• Fontanelle
Aree che, si legge nella nota del partito, continuano a convivere con degrado e carenza di servizi. Una distanza evidente tra la propaganda istituzionale e la quotidianità dei residenti, accentuata dallo spreco delle opportunità di sviluppo e riqualificazione offerte dai fondi del PNRR.
Un auspicio per il futuro di Eboli
Il quadro descritto negli ultimi giorni da ex assessori e rappresentanti della maggioranza viene liquidato come distante dalla realtà: se la città fosse stata amministrata in modo efficiente, oggi non si assisterebbe al crollo della coalizione e al rischio concreto di un commissariamento.
L'auspicio espresso dalle forze di opposizione è che questa esperienza amministrativa si chiuda definitivamente e che i suoi protagonisti compiano un passo indietro, evitando di riproporsi alla guida della città.
Fratelli d'Italia ha ribadito l'intenzione di continuare a operare con responsabilità nell'esclusivo interesse della comunità, ponendosi come obiettivo la ricostruzione del tessuto cittadino. La conclusione della nota del partito è netta: Eboli merita una classe dirigente competente, credibile e finalmente all'altezza delle aspettative dei suoi cittadini.
La mancata approvazione degli atti fondamentali dell'Ente sancisce, secondo molti osservatori e in particolare secondo il direttivo locale di Fratelli d'Italia, il definitivo fallimento politico dell'amministrazione guidata dal sindaco Mario Conte.
Una crisi nata da lontano
Non si tratta di un episodio isolato, bensì dell'epilogo di un percorso segnato da profonde divisioni interne, continui rimpasti, dimissioni, revoche di deleghe e una sostanziale assenza di una guida amministrativa solida. Una crisi che si è consumata giorno dopo giorno, alimentata dal tentativo di salvaguardare i precari equilibri di maggioranza a scapito della risoluzione dei problemi concreti della comunità.
L'ultimo mese è apparso come la prova più evidente di questa paralisi: trenta giorni caratterizzati da trattative, incontri bilaterali, dichiarazioni e smentite nel tentativo di ricomporre una coalizione ormai disunita. Un periodo di stallo durante il quale la città è rimasta ferma, senza risposte né interventi per il territorio.
La posizione di Fratelli d'Italia: "Nessuno può chiamarsi fuori"
In queste ore si registrano anche i distinguo di alcune consigliere della stessa maggioranza, che hanno preso le distanze dagli ultimi avvenimenti denunciando criticità e attribuendo le responsabilità ad altri settori della coalizione.
Da Fratelli d'Italia, tuttavia, si fa notare come queste dichiarazioni non facciano altro che confermare quanto il partito denunci da tempo. Dal coordinamento cittadino del partito di centrodestra arriva un monito chiaro:
"Chi ha condiviso e sostenuto politicamente questo percorso per anni non può oggi, di fronte al disastro, chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità amministrative."
Lo spettro del Commissariamento e il destino delle periferie
L'eventuale arrivo di un Commissario Prefettizio non viene vissuto come una vittoria da nessuna forza politica, bensì come una sconfitta collettiva per le istituzioni e per la comunità di Eboli. A pagare il prezzo di questa instabilità saranno ancora una volta i cittadini.
Secondo l'analisi di Fratelli d'Italia, l'eredità lasciata dall'amministrazione Conte è quella di una città fragile, dove la conservazione del potere e la distribuzione degli incarichi hanno prevalso sull'interesse pubblico. Sotto accusa finisce anche la narrazione delle poche opere pubbliche rivendicate dal sindaco: per l'opposizione, la realtà del territorio racconta una storia diversa, specialmente se si guardano le periferie e le frazioni di:
• Santa Cecilia
• Campolongo
• Corno d'Oro
• Casarsa
• Prato
• Fontanelle
Aree che, si legge nella nota del partito, continuano a convivere con degrado e carenza di servizi. Una distanza evidente tra la propaganda istituzionale e la quotidianità dei residenti, accentuata dallo spreco delle opportunità di sviluppo e riqualificazione offerte dai fondi del PNRR.
Un auspicio per il futuro di Eboli
Il quadro descritto negli ultimi giorni da ex assessori e rappresentanti della maggioranza viene liquidato come distante dalla realtà: se la città fosse stata amministrata in modo efficiente, oggi non si assisterebbe al crollo della coalizione e al rischio concreto di un commissariamento.
L'auspicio espresso dalle forze di opposizione è che questa esperienza amministrativa si chiuda definitivamente e che i suoi protagonisti compiano un passo indietro, evitando di riproporsi alla guida della città.
Fratelli d'Italia ha ribadito l'intenzione di continuare a operare con responsabilità nell'esclusivo interesse della comunità, ponendosi come obiettivo la ricostruzione del tessuto cittadino. La conclusione della nota del partito è netta: Eboli merita una classe dirigente competente, credibile e finalmente all'altezza delle aspettative dei suoi cittadini.
