Crisi amministrativa a Eboli: Pasquale Ruocco chiarisce le ragioni della sua scelta politica
22.07.2026

Di fronte alle recenti ricostruzioni e al dibattito che lo ha visto protagonista, Pasquale Ruocco ha deciso di intervenire pubblicamente per precisare la propria posizione in merito alla crisi politica del Comune di Eboli.
Ruocco sottolinea che il fallimento di un progetto politico non può mai essere attribuito a una singola persona, ma è il risultato di responsabilità molteplici che andrebbero analizzate nella loro interezza.
La perdita della maggioranza originale
In primo luogo, il consigliere evidenzia un dato oggettivo: la maggioranza scaturita dalle urne era già venuta meno da tempo.
• Nei primi mesi di consiliatura la coalizione aveva perso due esponenti rilevanti.
• Più di recente, un ulteriore gruppo numericamente significativo aveva deciso di abbandonare il progetto.
Di conseguenza, qualsiasi assetto che si fosse venuto a creare non avrebbe rappresentato la volontà espressa originariamente dagli elettori.
Le critiche al metodo e alla gestione amministrativa
Richiamando i suoi interventi in Consiglio comunale negli ultimi due anni, Ruocco ribadisce come le sue richieste di cambiamento siano sempre state espresse con chiarezza e lealtà:
• Disagio politico prolungato: Da oltre due anni l'esponente politico segnalava un crescente ritardo sulle opere pubbliche, una programmazione frammentaria e un metodo di governo ritenuto sbagliato.
• Proposte inascoltate: Durante le fasi più acute della crisi, Ruocco aveva proposto la formazione di una Giunta esclusivamente tecnica per rimettere al centro gli interessi della città, proposta che però non è stata presa in considerazione.
• Mancanza di confronto reale: Il consigliere contesta l'uso di risposte "di facciata", come il semplice congelamento delle deleghe o il ridimensionamento di singoli assessori anziché un azzeramento e un azzeramento e chiarimento politico trasparente.
Il nodo delle elezioni regionali
Un altro punto di frattura ha riguardato le elezioni regionali. Ruocco fa notare come la candidatura dell'amministrazione sia stata presentata senza un effettivo dibattito interno. Da parte sua, la scelta di sostenere un candidato del Partito Democratico si basava su motivi di coerenza, laddove l'amministrazione aveva storicamente fatto dell'antagonismo al PD un proprio elemento distintivo. Per tale decisione, Ruocco riferisce di essere stato ridicolizzato pubblicamente senza che il Sindaco intervenisse a tutela del pluralismo e del principio di libertà politica.
La critica alla "sopravvivenza politica"
Nell'ultima fase della crisi, secondo Ruocco, si è cercato di agitare lo spettro del commissariamento pur di tenere insieme la maggioranza. Tuttavia, l'ex consigliere ritiene che cercare consensi singoli da parte di forze d'opposizione pur di garantire la continuità amministrativa rappresenti la negazione stessa della politica, sostituendo una visione comune con la semplice necessità di sopravvivenza.
Le conclusioni
Ruocco conclude confermando che la sua è stata una scelta esclusivamente politica e sofferta, presa in piena autonomia e senza alcun accordo con altri gruppi consiliari. Pur confermando la stima personale verso il Sindaco come uomo e professionista, ha ritenuto doveroso restare fedele alle proprie convinzioni e al mandato ricevuto dai cittadini.
Ruocco sottolinea che il fallimento di un progetto politico non può mai essere attribuito a una singola persona, ma è il risultato di responsabilità molteplici che andrebbero analizzate nella loro interezza.
La perdita della maggioranza originale
In primo luogo, il consigliere evidenzia un dato oggettivo: la maggioranza scaturita dalle urne era già venuta meno da tempo.
• Nei primi mesi di consiliatura la coalizione aveva perso due esponenti rilevanti.
• Più di recente, un ulteriore gruppo numericamente significativo aveva deciso di abbandonare il progetto.
Di conseguenza, qualsiasi assetto che si fosse venuto a creare non avrebbe rappresentato la volontà espressa originariamente dagli elettori.
Le critiche al metodo e alla gestione amministrativa
Richiamando i suoi interventi in Consiglio comunale negli ultimi due anni, Ruocco ribadisce come le sue richieste di cambiamento siano sempre state espresse con chiarezza e lealtà:
• Disagio politico prolungato: Da oltre due anni l'esponente politico segnalava un crescente ritardo sulle opere pubbliche, una programmazione frammentaria e un metodo di governo ritenuto sbagliato.
• Proposte inascoltate: Durante le fasi più acute della crisi, Ruocco aveva proposto la formazione di una Giunta esclusivamente tecnica per rimettere al centro gli interessi della città, proposta che però non è stata presa in considerazione.
• Mancanza di confronto reale: Il consigliere contesta l'uso di risposte "di facciata", come il semplice congelamento delle deleghe o il ridimensionamento di singoli assessori anziché un azzeramento e un azzeramento e chiarimento politico trasparente.
Il nodo delle elezioni regionali
Un altro punto di frattura ha riguardato le elezioni regionali. Ruocco fa notare come la candidatura dell'amministrazione sia stata presentata senza un effettivo dibattito interno. Da parte sua, la scelta di sostenere un candidato del Partito Democratico si basava su motivi di coerenza, laddove l'amministrazione aveva storicamente fatto dell'antagonismo al PD un proprio elemento distintivo. Per tale decisione, Ruocco riferisce di essere stato ridicolizzato pubblicamente senza che il Sindaco intervenisse a tutela del pluralismo e del principio di libertà politica.
La critica alla "sopravvivenza politica"
Nell'ultima fase della crisi, secondo Ruocco, si è cercato di agitare lo spettro del commissariamento pur di tenere insieme la maggioranza. Tuttavia, l'ex consigliere ritiene che cercare consensi singoli da parte di forze d'opposizione pur di garantire la continuità amministrativa rappresenti la negazione stessa della politica, sostituendo una visione comune con la semplice necessità di sopravvivenza.
Le conclusioni
Ruocco conclude confermando che la sua è stata una scelta esclusivamente politica e sofferta, presa in piena autonomia e senza alcun accordo con altri gruppi consiliari. Pur confermando la stima personale verso il Sindaco come uomo e professionista, ha ritenuto doveroso restare fedele alle proprie convinzioni e al mandato ricevuto dai cittadini.
