Cosimo Cicia ironizza sull'amarcord organizzato dal centro - sinistra ad Eboli : "...più che un campo largo mi ricorda un campetto a ranghi ridotti..."
15.06.2026

Già candidato per la lista de l'Ulivo nel 1996, già vicesindaco di Eboli, attualmente presidente provinciale dell'ordine delle professioni infermieristiche di Salerno, Cosimo Cicia, in un post sui social, precisa alcune cose sull'annunciato amarcord-dibattito a trent'anni dall'Ulivo al Campo Largo (?) ad Eboli.
Cicia sostiene di osservare con interesse il dibattito che si è aperto sul futuro del centrosinistra e sulle prospettive per Eboli, ma di viverlo con distacco, non avendo oggi ambizioni politiche e dedicando il suo impegno alla rappresentanza professionale a livello provinciale e nazionale ma , non può non ricordare che nel 1996 fece parte della prima esperienza dell'Ulivo, una stagione che rappresentò una novità assoluta nel panorama politico italiano. Ad Eboli, infatti, fu candidato con l'Ulivo a sostegno di Antonio Manzo, candidato sindaco, un progetto che, secondo Cosimo Cicia, seppe unire culture riformiste e sensibilità diverse attorno ad una visione comune per la città. Ritiene oggi di sorridere per il fatto che molti di coloro che per il il 21 giugno prossimo sono chiamati a discutere e ad interpretare quella stagione politica, all'epoca avevano compiuto scelte ben diverse rispetto all'Ulivo. Evidentemente, secondo Cicia, con il passare degli anni, alcuni hanno scoperto di essere stati ulivisti senza saperlo. "La memoria, si sa, è una virtù preziosa, ma talvolta anche molto selettiva.
È curioso che chi nel 1996 guardava l'Ulivo da altre sponde, oggi ne rivendichi quasi la patente di autenticità. Sarebbe un po' come raccontare la storia di una partita entrando in campo solo al novantesimo minuto e pretendendo anche la fascia di capitano." Poi ricopre un poco il ruolo di guastafeste quando scrive che "... desta qualche perplessità il fatto che si voglia discutere di 'Campo Largo' senza la presenza del Movimento 5 Stelle di Alleanza Verdi e Sinistra, Europa Verde e Italia Viva, componenti che, a livello nazionale, rappresentano interlocutori essenziali del centrosinistra. Viene da pensare che più che un campo largo si rischi di allestire un campetto a ranghi ridotti. Del resto, parlare di alleanze inclusive escludendo alcuni dei protagonisti di quell'area politica è un esercizio che richiede una notevole fantasia.
Tra coloro che possono offrire un contributo importante, forte dell'esperienza maturata e della conoscenza delle dinamiche cittadine, vi è certamente Antonio Manzo, protagonista di quella stagione politica e candidato sindaco dell'Ulivo ad Eboli nel 1996.
Naturalmente, queste considerazioni non nascono da spirito polemico, ma dal rispetto per la storia e dalla convinzione che la memoria politica meriti coerenza e autenticità. Perché trent'anni dopo è giusto discutere del futuro, ma forse sarebbe utile ricordare che l'Ulivo non era un marchio da riscoprire all'occorrenza, bensì una scelta compiuta quando non era né facile né conveniente.
E chissà, magari al prossimo convegno qualcuno riuscirà anche a spiegare come si possa parlare di Campo Largo senza alcune delle sue componenti fondamentali. In politica tutto è possibile, ma anche la geometria, ogni tanto, meriterebbe un po' di rispetto.
D'altronde, un "Campo Largo" senza Movimento 5 Stelle senza Alleanza Verdi e Sinistra, Europa Verde nella persona di Nadia Lettera e Italia Viva,assomiglia più ad una partita con diversi giocatori lasciati negli spogliatoi che ad una vera squadra pronta a scendere in campo. E forse, prima ancora delle formule e delle etichette, sarebbe utile recuperare quello spirito inclusivo che rese l'Ulivo una scelta coraggiosa e innovativa, non una semplice operazione di nostalgia."
Cicia sostiene di osservare con interesse il dibattito che si è aperto sul futuro del centrosinistra e sulle prospettive per Eboli, ma di viverlo con distacco, non avendo oggi ambizioni politiche e dedicando il suo impegno alla rappresentanza professionale a livello provinciale e nazionale ma , non può non ricordare che nel 1996 fece parte della prima esperienza dell'Ulivo, una stagione che rappresentò una novità assoluta nel panorama politico italiano. Ad Eboli, infatti, fu candidato con l'Ulivo a sostegno di Antonio Manzo, candidato sindaco, un progetto che, secondo Cosimo Cicia, seppe unire culture riformiste e sensibilità diverse attorno ad una visione comune per la città. Ritiene oggi di sorridere per il fatto che molti di coloro che per il il 21 giugno prossimo sono chiamati a discutere e ad interpretare quella stagione politica, all'epoca avevano compiuto scelte ben diverse rispetto all'Ulivo. Evidentemente, secondo Cicia, con il passare degli anni, alcuni hanno scoperto di essere stati ulivisti senza saperlo. "La memoria, si sa, è una virtù preziosa, ma talvolta anche molto selettiva.
È curioso che chi nel 1996 guardava l'Ulivo da altre sponde, oggi ne rivendichi quasi la patente di autenticità. Sarebbe un po' come raccontare la storia di una partita entrando in campo solo al novantesimo minuto e pretendendo anche la fascia di capitano." Poi ricopre un poco il ruolo di guastafeste quando scrive che "... desta qualche perplessità il fatto che si voglia discutere di 'Campo Largo' senza la presenza del Movimento 5 Stelle di Alleanza Verdi e Sinistra, Europa Verde e Italia Viva, componenti che, a livello nazionale, rappresentano interlocutori essenziali del centrosinistra. Viene da pensare che più che un campo largo si rischi di allestire un campetto a ranghi ridotti. Del resto, parlare di alleanze inclusive escludendo alcuni dei protagonisti di quell'area politica è un esercizio che richiede una notevole fantasia.
Tra coloro che possono offrire un contributo importante, forte dell'esperienza maturata e della conoscenza delle dinamiche cittadine, vi è certamente Antonio Manzo, protagonista di quella stagione politica e candidato sindaco dell'Ulivo ad Eboli nel 1996.
Naturalmente, queste considerazioni non nascono da spirito polemico, ma dal rispetto per la storia e dalla convinzione che la memoria politica meriti coerenza e autenticità. Perché trent'anni dopo è giusto discutere del futuro, ma forse sarebbe utile ricordare che l'Ulivo non era un marchio da riscoprire all'occorrenza, bensì una scelta compiuta quando non era né facile né conveniente.
E chissà, magari al prossimo convegno qualcuno riuscirà anche a spiegare come si possa parlare di Campo Largo senza alcune delle sue componenti fondamentali. In politica tutto è possibile, ma anche la geometria, ogni tanto, meriterebbe un po' di rispetto.
D'altronde, un "Campo Largo" senza Movimento 5 Stelle senza Alleanza Verdi e Sinistra, Europa Verde nella persona di Nadia Lettera e Italia Viva,assomiglia più ad una partita con diversi giocatori lasciati negli spogliatoi che ad una vera squadra pronta a scendere in campo. E forse, prima ancora delle formule e delle etichette, sarebbe utile recuperare quello spirito inclusivo che rese l'Ulivo una scelta coraggiosa e innovativa, non una semplice operazione di nostalgia."

