Continuano le polemiche sullo striscione. MARTEDI 6, NUOVO SIT-IN.
04.10.2026

A Eboli prosegue la polemica legata alla recente rimozione dello striscione con la scritta "Cessate il Fuoco" dalla facciata del Palazzo di Città, disposta dal Commissario Prefettizio, il dottor Gaetano Tufariello.
L'associazione di volontariato "L'Altritalia", guidata dal presidente Adriano Naimoli, ha sollevato il caso attraverso una lettera aperta indirizzata all'ex sindaco Mario Conte e agli ex consiglieri comunali. L'organizzazione contesta la decisione del Commissario, ritenendola priva di adeguate motivazioni o riferimenti normativi, e richiede con forza il ripristino del simbolo pacifista.
A sostegno della propria posizione, l'associazione ricorda che l'esposizione dello striscione era stata stabilita da due deliberazioni approvate all'unanimità dal Consiglio comunale nel 2024 e nel 2025. Tali atti avevano confermato Eboli come "Città di Pace" all'interno dello Statuto comunale, in linea con l'articolo 11 della Costituzione italiana, prevedendo proprio l'esposizione permanente del messaggio sulla facciata del Municipio come segno di impegno civile. Per questo motivo, l'associazione sottolinea come non si trattasse di un'installazione abusiva, bensì del risultato di un percorso istituzionale formale e rappresentativo della comunità.
Per protestare contro la rimozione e chiederne il ripristino, "L'Altritalia" ha organizzato un sit-in pacifico davanti alla Casa Comunale per martedì 6 ottobre, dalle ore 17:00 alle ore 19:00, invitando gli ex amministratori a partecipare in veste di cittadini.
In merito alla vicenda è intervenuta anche la sezione locale di Fratelli d'Italia. Il partito ha ribadito che Eboli resta una Città di Pace e che tale valore appartiene a tutti, non dovendo diventare motivo di scontro politico. Pur richiamando gli articoli 11 e 52 della Costituzione, la forza politica sostiene che il Municipio debba rimanere la casa di tutti i cittadini nel rispetto delle istituzioni. Per questa ragione, Fratelli d'Italia ha annunciato che non prenderà parte alla manifestazione, evidenziando come la pace vada difesa attraverso il dialogo e non tramite iniziative ritenute divisive. Il gruppo ha comunque precisato che non si opporrà qualora il Commissario dovesse decidere di ricollocare lo striscione, chiedendo tuttavia che la propria posizione non venga strumentalizzata.


