Caso Ranucci a Eboli, l'Associazione Cameo respinge le accuse del Foglio: «Polverone tardivo e strumentale»
24.08.2026

A distanza di oltre due mesi dalla presentazione del libro Il ritorno della casta di Sigfrido Ranucci, tenutasi il 7 giugno 2026 a Eboli, esplode la polemica mediatica. Al centro dello scontro c'è un articolo a firma di Camillo Langone, pubblicato il 22 agosto su Il Foglio, che ha criticato la scelta di utilizzare la Chiesa di Sant'Antonio per l'evento, bollandola come un'iniziativa inopportuna in un luogo di culto.
Un attacco che l'Associazione Culturale Cameo, organizzatrice dell'incontro insieme al MOA, rispedisce integralmente al mittente, definendolo privo di fondamento e guidato da una «bieca strumentalità politica».
La ricostruzione dei fatti e le ragioni logistiche Secondo quanto chiarito dai promotori, la scelta della Chiesa di Sant'Antonio — struttura adiacente al MOA, dove l'evento era inizialmente programmato — è stata dettata unicamente da esigenze pratiche. L'elevatissimo numero di prenotazioni e l'afflusso di pubblico hanno imposto il cambio di sede per ragioni di sicurezza, capienza e acustica.
La serata, coordinata da Filomena Domini, ha visto un confronto sui temi dell'etica pubblica, della legalità e della libertà di informazione tra il conduttore di Report e Gregorio de Falco, accompagnato dalle esibizioni del maestro Daniele Gibboni e di Gerardina Letteriello. Gli organizzatori sottolineano come non vi fosse alcun simbolo di partito né finalità elettorale: «È stata la presentazione di un'indagine giornalistica, non un comizio».
Il confronto con i precedenti e il ruolo della Curia L'Associazione Cameo evidenzia inoltre la disparità di trattamento mediatico rispetto ad altri episodi simili, ricordando come in passato eventi dal chiaro sapore politico organizzati all'interno di spazi parrocchiali — come l'incontro sul referendum della giustizia tenutosi nel marzo 2026 nella parrocchia di Santa Rita a Tor Bella Monaca con esponenti di governo — avessero suscitato le proteste dei fedeli e del Vicariato di Roma senza però innescare analoghe campagne di stampa.
A Eboli, al contrario, non si è registrata alcuna contestazione da parte delle autorità ecclesiastiche. L'associazione ha espresso gratitudine all'Arcivescovo Mons. Andrea Bellandi per la sensibilità dimostrata, evidenziando come la Curia abbia riconosciuto il valore dell'iniziativa, legittimando un uso dello spazio concorde con la crescita civile e sociale della comunità.
La replica alle polemiche Per i promotori dell'evento, la tempistica dell'attacco — arrivato a 80 giorni di distanza dal dibattito — coincide in modo sospetto con le recenti pressioni mediatiche e politiche rivolte contro Ranucci e la redazione di Report.
«Parlare di scandalo a mesi di distanza dimostra che non si voleva tutelare un luogo sacro, ma costruire un caso politico a tavolino», conclude la nota di Cameo, confermando l'impegno a proseguire nelle attività culturali sul territorio per promuovere il pensiero critico e il dibattito democratico.
