Approvazione del rendiconto e silenzio politico
09.09.2026

Il Movimento 5 Stelle di Eboli, tramite una nota a firma di Erasmo Venosi per il Gruppo Territoriale, ha espresso un duro giudizio sull'attuale situazione politica e amministrativa della città a seguito dell'approvazione del rendiconto di gestione.
L'atto è stato approvato a fine luglio dal Commissario ad acta Francesco Prencipe, nominato dal Prefetto di Salerno dopo che il consiglio comunale era andato deserto per tre sedute consecutive. Secondo il M5S, dopo settimane di scontri e tensioni tra i partiti, la politica locale avrebbe scelto la via del silenzio sui dati contabili emersi.
Il rendiconto evidenzia un risultato di amministrazione di quasi 48,5 milioni di euro al 31 dicembre 2025, un saldo di cassa poco superiore ai 22 milioni di euro e debiti fuori bilancio per 393.000 euro. Tuttavia, il Movimento sottolinea come la situazione appaia immobilizzata all'interno del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE).
Le criticità su tributi e incassi
Tra i dati segnalati figurano rilevanti somme non riscosse:
• TARI: circa 15 milioni di euro cumulate;
• IMU: circa 5 milioni di euro mai entrati nelle casse comunali;
• Sanzioni Polizia Municipale: circa 3 milioni di euro in multe non pagate.
Il Gruppo Territoriale sostiene che tali risorse potrebbero essere recuperate mediante l'integrazione informatica e l'incrocio dei dati tra Ufficio Anagrafe, Ufficio Tributi e modelli F24 dell'Agenzia delle Entrate, strumento che permetterebbe di individuare evasioni totali e parziali.
Opere pubbliche e compensazioni ambientali
La nota contesta inoltre la gestione delle risorse legate alle opere pubbliche e ai ristori ambientali, citando specifici stanziamenti:
• 27 milioni di euro per compensazioni ambientali legate alla TAV, contestate dal M5S per la gestione delle trattative in fase di Conferenza dei Servizi e per la mancanza di un accordo sostitutivo (ex art. 11 L. 241/90), dell'Osservatorio Ambientale ante operam e di tutele per i frontisti;
• 12 milioni di euro destinati al programma di rigenerazione urbana (PRIUS);
• 5,5 milioni di euro di compensazioni ambientali derivanti dai progetti Terna;
• Ulteriori risorse collegate ai progetti del PNRR.
La posizione del Movimento 5 Stelle
Il M5S definisce il commissariamento la certificazione del fallimento della classe dirigente locale, accusandola di aver evitato l'assunzione di responsabilità in aula per poi fermarsi di fronte agli esiti contabili. Il gruppo chiede la massima trasparenza sui dati di gestione e annuncia che continuerà a vigilare affinché le risorse destinate al territorio non vengano disperse.
L'atto è stato approvato a fine luglio dal Commissario ad acta Francesco Prencipe, nominato dal Prefetto di Salerno dopo che il consiglio comunale era andato deserto per tre sedute consecutive. Secondo il M5S, dopo settimane di scontri e tensioni tra i partiti, la politica locale avrebbe scelto la via del silenzio sui dati contabili emersi.
Il rendiconto evidenzia un risultato di amministrazione di quasi 48,5 milioni di euro al 31 dicembre 2025, un saldo di cassa poco superiore ai 22 milioni di euro e debiti fuori bilancio per 393.000 euro. Tuttavia, il Movimento sottolinea come la situazione appaia immobilizzata all'interno del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE).
Le criticità su tributi e incassi
Tra i dati segnalati figurano rilevanti somme non riscosse:
• TARI: circa 15 milioni di euro cumulate;
• IMU: circa 5 milioni di euro mai entrati nelle casse comunali;
• Sanzioni Polizia Municipale: circa 3 milioni di euro in multe non pagate.
Il Gruppo Territoriale sostiene che tali risorse potrebbero essere recuperate mediante l'integrazione informatica e l'incrocio dei dati tra Ufficio Anagrafe, Ufficio Tributi e modelli F24 dell'Agenzia delle Entrate, strumento che permetterebbe di individuare evasioni totali e parziali.
Opere pubbliche e compensazioni ambientali
La nota contesta inoltre la gestione delle risorse legate alle opere pubbliche e ai ristori ambientali, citando specifici stanziamenti:
• 27 milioni di euro per compensazioni ambientali legate alla TAV, contestate dal M5S per la gestione delle trattative in fase di Conferenza dei Servizi e per la mancanza di un accordo sostitutivo (ex art. 11 L. 241/90), dell'Osservatorio Ambientale ante operam e di tutele per i frontisti;
• 12 milioni di euro destinati al programma di rigenerazione urbana (PRIUS);
• 5,5 milioni di euro di compensazioni ambientali derivanti dai progetti Terna;
• Ulteriori risorse collegate ai progetti del PNRR.
La posizione del Movimento 5 Stelle
Il M5S definisce il commissariamento la certificazione del fallimento della classe dirigente locale, accusandola di aver evitato l'assunzione di responsabilità in aula per poi fermarsi di fronte agli esiti contabili. Il gruppo chiede la massima trasparenza sui dati di gestione e annuncia che continuerà a vigilare affinché le risorse destinate al territorio non vengano disperse.
