Il sindaco di Eboli interviene sulla raccolta volontaria dei rifiuti a foce Sele.

«Riteniamo encomiabile l'impegno del volontario ambientale, l'avvocato Fabio Armano, che intendeva raccogliere i rifiuti nell'area demaniale di Foce Sele. – chiarisce il Sindaco Mario Conte – Infatti lo abbiamo ricevuto e gli abbiamo spiegato che tale attività necessita di apposite autorizzazioni e dell'intervento di azienda specializzata e autorizzata al recupero di rifiuti. In particolare la raccolta, poiché vi possono essere rifiuti speciali e/o pericolosi, va effettuata con preventiva caratterizzazione e separazione. Raccogliere in semplici sacchetti in tali casi è altamente pericoloso per chi lo fa. In seguito alla caratterizzazione, poi, i materiali vanno smistati secondo le procedure di legge. Non si tratta solo di plastica purtroppo. La diffida che lo ha raggiunto è dovuta alla necessità di tutelarne l'incolumità e di rispettare le normative. Gli avevamo chiesto di richiedere e attendere le autorizzazioni necessarie che, trattandosi di area demaniale e in parte militare e addirittura area protetta, non dipendono solo dal Comune, e la disponibilità della ditta specializzata e autorizzata. Vorrei aggiungere, infine, che siamo sempre stati dalla parte dei volontari e ogni volta che ci hanno chiesto autorizzazioni simili, come ad esempio Legambiente o Plastic Free, non li abbiamo mai ostacolati, anzi, sempre previamente autorizzati e con la condivisione e la disponibilità dell'azienda incaricata della raccolta e smaltimento dei rifiuti recuperati. Ma non possiamo certo infrangere la legge».
Come ha evidenziato infatti il responsabile di settore nel rispondere al volontario «Si evidenzia, altresì, che l'area in oggetto ricade in ambiti sottoposti a specifici vincoli ambientali e paesaggistici, di cui alle disposizioni del D.P.R. 357/1997 e del D.lgs. 42/2004. Tali condizioni determinano la necessità che ogni attività potenzialmente impattante, ivi inclusa la raccolta e movimentazione dei rifiuti, sia preventivamente autorizzata e valutata sotto il profilo ambientale e paesaggistico, risultando pertanto incompatibile con iniziative poste in essere in assenza di idoneo titolo abilitativo».

