Il pd si propone come forza di aggregazione alternativa a Conte

12.04.2026

Dinnanzi alla ciclica manifestazione della precarietà della compagine amministrativa del sindaco di Eboli, Mario Conte, e nello specifico, le dimissioni della neoassessora Marianna Ingenito seguite a ruota dalla richiesta di dimissioni dell'assessore Salvatore Marisei da parte dei gruppi consiliari di Maggioranza, Eboli Domani, Eboli 3.0 ed Uniti per il Territorio oltre al gruppo misto, il pd cittadino in un comunicato si propone come forza aggregante in discontinuità con l'amministrazione Conte che pur annovera fra le sue fila molti iscritti al partito democratico, in primis proprio il sindaco :
"Il Partito Democratico ha già avviato un lavoro politico per costruire una proposta di governo credibile con una rotta chiara validata dal suo ultimo Congresso cittadino: discontinuità rispetto all'attuale esperienza amministrativa, rinnovamento della classe dirigente, centralità dei partiti come antidoto al caos e alle logiche personalistiche. Rinnoviamo ora, pubblicamente, il nostro impegno e chiamiamo tutte le forze politiche e civiche ad intensificare il lavoro comune. Il tempo è adesso."
ENNIO FLAIANO
Segue sul comunicato la celebre ed efficace battuta di Ennio Flaiano: " la situazione è grave, ma non è seria".
Ma per il pd di via San Berardino è grave, anzi "... gravissima, perché nel corso di un solo mandato questa Città ha già conosciuto due rimpasti di giunta, l'ultimo durato appena quaranta giorni; perché quella che dovrebbe essere una crisi eccezionale è diventata una condizione ordinaria, addirittura fisiologica, dentro cui si consuma da sempre l'azione amministrativa; perché la maggioranza non è più in grado di garantire stabilità e capacità decisionale e arriva oggi a certificare essa stessa il fallimento di questa esperienza amministrativa."
Ma non è seria...
perchè "...non è serio tenere in ostaggio una città per difendere logiche di sopravvivenza; negare l'evidenza mentre si elencano risultati proclamati più per convincere sé stessi che la Città. Non è serio – e non è dignitoso – continuare a galleggiare mentre Eboli resta ferma.
Questa combinazione restituisce l'immagine di una politica smarrita, segnata da precarietà permanente, ripiegata su un narcisismo in cui la gestione del potere prevale sulla responsabilità di governare.
Il Partito Democratico lo aveva denunciato con chiarezza, chiedendo un Consiglio comunale sulla crisi politico-amministrativa. In quella sede si è scelto di minimizzare e rinviare, coprendo divisioni profonde con una ricomposizione fragile e di facciata.
Oggi quella narrazione è crollata, di nuovo.
Le dimissioni dell'assessora dopo soli quaranta giorni e, soprattutto, la lettera sottoscritta dai gruppi consiliari di maggioranza certificano una verità ormai inequivocabile: non esistono più le condizioni per governare.
Non siamo di fronte a una fisiologica dialettica interna, ma a una sfiducia politica esplicita e reiterata, formalizzata nero su bianco dagli stessi consiglieri che sostengono il Sindaco. Una sfiducia che investe non solo singole scelte, ma l'intera programmazione strategica della Città – dal PUC al PRIUS – e, ancora più profondamente, il metodo di governo, giudicato divisivo, autoreferenziale e privo di condivisione.
Quando è la maggioranza stessa a denunciare il venir meno della collegialità, della lealtà istituzionale e della capacità di decidere significa che questa amministrazione ha già perso la propria agibilità politica.
Non è più una crisi: è la fine politica certificata.Il Sindaco ne prenda atto, abbia un sussulto di orgoglio e lucidità e assuma una decisione conseguente, nel rispetto della Città e delle sue Istituzioni.
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