Eboli Responsabile propone il parco urbano.
12.03.2026

Il 26 febbraio 2026 si è svolto nella sede di Eboli Responsabile un incontro pubblico sul tema del Parco Urbano. La riunione ha fatto registrare una partecipazione ampia e qualificata: rappresentanti di partiti, d'istituzioni pubbliche, di associazioni culturali e ambientali, cittadini impegnati nel dibattito pubblico. Il livello degli interventi, la qualità del confronto e la disponibilità espressa da tutti i presenti a proseguire il percorso avviato, ha espresso con convinzione un dato politico rilevante: la città è pronta ad aprire una discussione approfondita e condivisa sul proprio futuro urbano e la piena convinzione della dotazione di un grande parco Urbano. Nel corso dell'incontro è emerso che l'amministrazione ha individuato l'area delle ex pertinenze del complesso monumentale di Sant'Antonio da destinare a Parco Urbano o meglio ad Area Attrezzata: Una proposta che può essere valida come primo nucleo di discussione.Il confronto, invece, ha fatto emergere un'idea più ampia di una semplice area attrezzata, bensì un sistema Verde-Azzurro che abbia come ossatura naturale i due corsi d'acqua cittadini: il Tiranna e l'Ermice-Tufara. Non due elementi marginali, ma corridoi ecologici capaci di diventare infrastruttura ambientale strategica.
Eboli per decenni è cresciuta per espansioni successive, soprattutto in pianura, spostando progressivamente il proprio baricentro rispetto al nucleo storico originario tra il torrente Tiranna e il torrente Ermice-Tufara. Come molte città italiane, Eboli si è sviluppata secondo una cultura urbanistica prevalentemente residenziale: case, lottizzazioni, standard minimo di verde.Era il paradigma dominante del novecento. Oggi quel modello non basta più. La città contemporanea si valuta sulla qualità dello spazio pubblico, sulla presenza di strutture verdi, sulla coesione sociale, sulla resilienza ambientale. Il nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) rappresenta quindi un momento di scelta politica fondamentale per imprimere una svolta strutturale e culturale.
Perché un Grande Parco che includa le sponde del Torrente Tiranna e dell'Ermice-Tufara. La creazione di un sistema verde-azzurro costruito lungo i corsi del Tiranna e dell'Ermice-Tufara non è soltanto l'idea di un intervento paesaggistico-ricreativo ma l'indifferibile necessità di dotare la città di spazi per lo sviluppo di laboratori ambientali a cielo aperto. I corridoi naturali che si estendono lungo i corsi d'acqua costituiscono, infatti, veri e propri sistemi ecologici urbani, spazi naturali che permettono di muoversi all'interno dei territori urbani. La presenza dell'acqua, della vegetazione ripariale e delle aree verdi circostanti, crea condizioni ideali per la vita di numerose specie vegetali e animali. Il parco verde-azzurro non è solo un luogo di passeggio e socialità, ma anche uno spazio dedicato alla conoscenza scientifica dell'ambiente. Una grande area della diversità per attività di didattica ambientale direttamente sul campo: escursioni guidate, classificazioni botaniche, osservazioni naturalistiche diurne e notturne durante le quali si manifesta una parte importante della vita dell'ecosistema.
Contesto paesaggistico-archeologico-architettonico-storico- culturale dell'area. Lo storico e plurimillenario insediamento di popolazioni nella fascia pedo-collinare della catena dei monti Picentini, che diede luogo in epoche storiche alla città di Eboli, fu certamente determinato dal florido contesto ambientale che lo circondava. La strategica e non casuale collocazione su un lieve declino collinare delimitato da due corsi d'acqua perenni, l'Ermice-Tufara e il Tiranna, garantiva indispensabili risorse idriche vitali, sia per uso alimentare e le necessità della vita quotidiana, sia per le produzioni agricole e lo sviluppo di attività economico produttivo, artigianali e industriali (Concerie, Lavatoi, Mulini, produzione di Vasellame, Laterizi e calce per l'edilizia ecc.). Elemento fondante della città non era solo la sicura posizione e il facile reperimento delle risorse vitali garantite da una fiorente economia agro-silvo-pastorale, ma anche la salubrità climatico-ambientale assicurata dal rigoglioso manto vegetativo in cui era immerso l'insediamento urbano, che possiamo ancora cogliere in meravigliose vedute di viaggiatori del '700 e dell'800. Questo equilibrio d'interazioni dell'insediamento storico della città con le sue pertinenze ambientali limitrofe si è mantenuto fino alla Seconda Guerra Mondiale. Negli anni successivi, la necessità di ricostituire il patrimonio edilizio distrutto, le lotte per la terra, le opere di bonifica e la riforma agraria determinarono profonde trasformazioni che spostarono il baricentro degli interessi economico-produttivi e residenziali nelle aree della Piana, fino al mare. La città storica diventa marginale e così pure le aree delle fasce collinari con il loro carico ambientale ed economico produttivo. Il terremoto del 1980 ha finito per accentuare questo processo solo in parte mitigato da coraggiosi sforzi di recupero indotti da un'opinione pubblica sempre più sensibile e attenta alle problematiche storico-ambientali e sociali. Queste sensibilità, dopo la lunga fase di oblio e di scriteriato uso delle risorse ambientali, stanno diventando un patrimonio diffuso, che può e deve determinare nuove scelte sull'utilizzo delle risorse ambientali e la qualità degli insediamenti urbani. Oggi con le opportunità offerte dal Parco Regionale dei Monti Picentini, in cui è inserito il Centro Storico di Eboli il suo retroterra collinare e pedemontano, e la ridefinizione di scelte da inserire nei redigenti strumenti urbanistici, si possono avviare processi virtuosi che rispondano alle moderne esigenze di vivibilità. In questo processo è fondamentale l'azione dei cittadini, per sollecitare gli enti pubblici e orientare gli interventi dei privati a ritrovare le ragioni per recupero e valorizzazione, non solo del patrimonio storico-ambientale ma anche il millenario filone d'esperienze colturali, che, ad esempio, avevano portato ai massimi livelli di qualità la produzione olearia, enologica e di altre varietà ortofrutticole. (Chi si ricorda il pregiatissimo olio delle colline di Eboli, la flagranza del vino di Covella o la saporitissima pesca a polpa gialla di Eboli?). Bisogna dare la possibilità di riscoprire la bellezza di un paesaggio ricco di naturalità, delle secolari presenze d'insediamenti storico-monumentali, dei siti archeologici e di antiche strutture produttive, quali Mulini, fornaci, acquedotti. Il Centro Storico di Eboli con le sue potenzialità strutturali architettoniche e culturali, le propaggini naturalistiche e produttive della valle dei mulini dell'Ermice e quella del Tiranna, che lo lambiscono, i siti archeologici collinari che la contornano, rappresenta il mix ideale per tracciare i caratteri identitari del nostro territorio, sia nella sua connotazione Naturalistico–ambientale, sia storico-culturale. Piano strategico per la realizzazione del parco.
Come fase preliminare sarà necessario individuare e delimitare le aree d'intervento con apposita cartografia tematica che mostri le caratteristiche naturalistico-ambientali, le presenze degli insediamenti storico-archeologici e monumentali, la definizione di mappe puntuali di percorsi carrabili ed eventuali sentieri pedonali alternativi o complanari, che saranno opportunamente segnalati sulla cartografia e nei luoghi interessati.
Sarà poi necessario realizzare un sistema d'infrastrutture e di opere che li rendano concretamente fruibili in sicurezza e, contestualmente, sviluppare una serie di strumenti e di attività complementari capaci di implementare flussi e innescare processi socio-culturali e produttivi.
Allo scopo si propone:- Realizzare sistemi di protezione permanente dei siti archeologici e creazione di una rete di sentieri attrezzati e percorribili in sicurezza, dotandoli anche di un sistema di videosorveglianza, sia dei siti archeologici e naturalistici, sia dei percorsi d'interconnessione con le aree e i siti storico-ambientali presente sul territorio comunale e quello dei muni confinanti (Olevano, Campagna, Serre-Persano Altavilla, Battipaglia Capaccio);- Recuperare all'uso produttivo-didattico un mulino ad acqua, realizzare un museo naturalistico, un centro di studio e ricerca naturalistica e delle produzioni artigianali storiche all'interno del Palazzo Paladino – La Francesca;- Redigere guide storiche e cartografiche interattive della valle dei mulini dell'Ermice e quella del Tiranna con la preziosissima chiesetta della Madonna di Loreto, dell'Abazia di San Pietro alli Marmi, del Castello, dei siti archeologici del territorio, delle emergenze architettoniche e storiche artistiche del Centro Storico e dei contenitori culturali (Museo Archeologico, MOA, Archivio Storico Fotografico);- Realizzare un abaco degli edifici rurali e del paesaggio, dei sentieri e dei percorsi carrabili, presenti o ripristinabili, quale strumento operativo indispensabile a supporto degli interventi di carattere paesaggistico e ambientale;- Realizzare nel Centro Storico e in luoghi simbolici e significanti eventi capaci non solo di innestarsi sulla tradizione storico-culturale locale, ma anche di promuovere lo sviluppo di attività sociali e produttive che valorizzino le risorse ambientali e culturali (Mostre ed eventi imperniate sulla produzione artigianale di qualità e sulle tipicità locali, Rievocazioni storiche, festival.
Piano d'intervento al parco Verde–Azzurro del torrente Tiranna-Ermice-Tufara e l'area attrezzata prevista a S. Antonio.
L'idea condivisa può essere articolata in tre parti, fisicamente discontinue ma integrate in un unico disegno urbano.
1) IL PARCO NATURALISTICO AMBIENTALE. Il Tiranna e il Tufara possono divenire un parco lineare urbano fondato su:● tutela e valorizzazione della biodiversità; ● percorsi pedonali e ciclabili;● Geologia e rinaturalizzazione delle sponde; ● educazione ambientale;● mitigazione climatica; Non uno spazio riempito di attrezzature ma un'infrastruttura ecologica urbana.
2) IL PARCO STORICO CULTURALE. La discontinuità fisica tra i torrenti deve essere superata valorizzando il patrimonio storico e culturale già presente:- Convento di S. Pietro alli Marmi;- Chiesa della Madonna di Loreto;- Castello Colonna;- EX Municipio con il Museo Archeologico Nazionale e Mediateca, Biblioteca - EX convento Sant'Antonio, con il museo dello sbarco (MOA), Arena S. Antonio, Fondazione Gaeta con la pinacoteca Carlo Levi, Museo Civico Cittadino;
Questi luoghi, già identitari per la comunità, possono essere letti come tappe di un unico percorso ambientale, storico e artistico.Non più elementi isolati, ma parte di un continuum che unisce natura memoria e identità.
3) L'AREA ATTREZZATA E DEGLI EVENTI. L'area individuata dall'amministrazione in località S. Antonio può costituire il polo funzionale del sistema:-attività sportive,-spazi ricreativi,-eventi pubblici,-momenti di aggregazione.In questa versione, il verde attrezzato è ricollocato e sistemato dentro un progetto più ampio e coerente. Come il recupero del Centro Storico ha rappresentato la rinascita del paese dopo il terremoto del 1980, così il parco può rappresentare la nascita di una città moderna.
Criticità emerse nel confronto.
1) I COSTI DI MANUTENZIONE. Un grande parco, è vero, richiede risorse. Ma ogni struttura pubblica- strade, scuole, ospedali, etc.- richiede risorse. La questione non è se costano la sua manutenzione e la sua gestione, ma se è una priorità strategica.
2) ACCESSIBILITA' E INCLUSIONE. E' stata evidenziata la necessità di garantire accesso agevole anche a persone con mobilità ridotta. E' evidente che il parco verde- azzurro deve essere progettato secondo criteri di accessibilità universale.In questa prospettiva può essere valutata l'integrazione di nuove aree urbane strategiche, come quella di prossima liberazione e edilizia del Borgo o parti dell'ex pastificio Pezzullo, e la preziosissima, anche se più decentrata, sorgente di Fontanelle, carica di storia e di eccezionale naturalità, oggi obbrobriosamente ridotta a una paludosa e fangosa discarica, facilmente raggiungibili e prive di barriere. La discontinuità fisica si trasforma in pluralità d'ingressi al parco. Eboli ha la possibilità di segnare il passaggio da una città costruita solo per abitare in una città costruita per vivere.

