Eboli: crisi del commercio. Fratelli d'Italia chiede un incontro con l'amministrazione comunale.

08.01.2026
Il meteo grigio e uggioso che in questi giorni avvolge Eboli rappresenta in modo fin troppo fedele il clima politico ed economico imposto dall’attuale Amministrazione Comunale, fatto di immobilismo, scelte sbagliate e spese improduttive che ricadono quotidianamente sulla cittadinanza e sugli operatori economici.

Eboli non è una città qualunque. Storicamente è stata un crocevia commerciale naturale della Piana del Sele, terra di scambi agricoli, mercati, piccole e medie imprese e botteghe che per decenni hanno rappresentato il cuore dell’economia locale. 

La sua posizione strategica tra costa, entroterra e grandi vie di collegamento ha reso il commercio uno dei pilastri dello sviluppo cittadino, ben prima dei modelli di consumo attuali.

Oggi quel modello è in evidente difficoltà. 

Una crisi che non è soltanto conseguenza dei cambiamenti globali, ma anche dell’assenza di una visione politica seria e strutturata da parte di chi governa la città. 

Per risollevare il commercio ebolitano servirebbero azioni sinergiche, una strategia condivisa e la capacità di spendere meglio e in modo mirato le poche risorse economiche disponibili.

Il Sindaco, in ogni intervento pubblico, ripropone sempre gli stessi concetti, evitando accuratamente di affrontare gli aspetti critici. 

Nessun riferimento alle chiusure dei negozi, alle difficoltà dei commercianti, alla mancanza di risultati concreti e alla perdita di finanziamenti. 

Ma la realtà è ben diversa da quella raccontata. 

È la realtà delle saracinesche abbassate e di un’economia locale che non riesce a ripartire.

I numeri parlano più di qualsiasi slogan. 

Solo per gli eventi natalizi 2025 il Comune di Eboli ha impegnato 162.000 euro di fondi pubblici, senza che vi sia stata una ricaduta economica misurabile sul commercio locale. 

Non esistono dati ufficiali sulle presenze turistiche, non vi è rendicontazione sull’aumento delle vendite e non è stato chiarito quanti esercizi commerciali abbiano realmente beneficiato di tali iniziative.

Dal 2022 ad oggi, considerando eventi e manifestazioni promozionali, sono stati spesi centinaia di migliaia di euro senza che esista un piano strutturale di rilancio del commercio e senza incentivi comunali significativi a sostegno diretto delle attività. 

Anche in questo caso non è mai stato chiarito quali e quanti negozi abbiano ottenuto benefici concreti.

Emblematico è il caso di Expo Sele, presentato come grande occasione di sviluppo.

Nei fatti si è dimostrato inefficace per l’economia cittadina, incapace di generare benefici duraturi per le imprese locali e utile solo a pochi soggetti spesso riconducibili a circuiti di consenso politico più che a una reale strategia di crescita per Eboli. 

Un’iniziativa che ha assorbito risorse pubbliche e attenzione amministrativa senza produrre risultati strutturali, mentre i commercianti venivano lasciati soli ad affrontare crisi economica, aumento dei costi e calo dei consumi.

Anche sul fronte dei finanziamenti intercettati dal Comune in questi anni manca una chiara destinazione verso l’economia di prossimità. 

Le risorse sono state concentrate su interventi scollegati dal tessuto commerciale quotidiano, ignorando chi ogni giorno tiene viva la città con il proprio lavoro.

A questo punto sorgono domande legittime. 

Dove sono le associazioni di categoria che si dichiarano tanto attive per questa città?

Quale ruolo stanno svolgendo a tutela del commercio di vicinato?

Chi è e dove è l’assessore competente al ramo e soprattutto quale programma politico ha messo in campo per il commercio cittadino?

La domanda centrale resta inevitabile ed è prima politica che economica. 

Tra tutti i soldi spesi, che siano finanziamenti esterni o risorse del bilancio comunale, quanto è realmente tornato nelle casse a beneficio dei cittadini e dei commercianti ebolitani.

Infine non possiamo non lanciare un allarme. 

A breve, e speriamo di sbagliarci, Eboli rischia di imboccare la stessa deriva della litoranea, diventata negli anni una vera terra di nessuno. 

Oggi qualcuno nella maggioranza si propone come paladino della sicurezza, ma va ricordato che durante l’estate, per gli stessi esponenti, andava tutto bene.

Un cambio di narrazione che solleva interrogativi seri, perché la sicurezza, argomento trasversale allo sviluppo economico, non può essere uno slogan stagionale ma una responsabilità costante.

Il clima politico attuale, come il cielo sopra Eboli, è fatto di annunci e luci artificiali ma privo di contenuti reali. 

Mentre il Sindaco continua a descrivere una città che esiste solo nelle sue dichiarazioni, la realtà economica e sociale di Eboli chiede risposte, serietà e una visione diversa.

Come Fratelli d’Italia chiediamo formalmente un incontro e un dibattito pubblico con il Sindaco, l’assessore competente e le associazioni di categoria, per confrontarci su proposte concrete e realistiche a sostegno del commercio cittadino e delle attività di vicinato. 

Eboli merita una politica che ascolti, programmi e agisca, non una gestione fatta di eventi, spese senza ritorno e narrazioni autoreferenziali.